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lunedì 23 dicembre 2019

QUASI 50MILA PERSONE IN ITALIA (E 4 MILIONI IN EUROPA) MUOIONO OGNI ANNO DI MALATTIE CARDIOVASCOLARI PER NON AVERE EFFETTUATO CONTROLLI SUI LIVELLI DEL COLESTEROLO "CATTIVO"

L’ALLARME DELLA SOCIETA’ ITALIANA DI CARDIOLOGIA 
I FATTORI DI RISCHIO, I MEDICINALI UTILI E I RIMEDI NATURALI
Melania Rizzoli per “Libero quotidiano”

colesteroloCOLESTEROLO
Ogni anno 4 milioni di persone in Europa, ed oltre 48mila in Italia, muoiono di malattie cardiovascolari per non avere effettuato controlli sui livelli del colesterolo "cattivo".

È questo l' allarme lanciato in apertura dell' 80° Congresso nazionale della Società Italiana di Cardiologia (Sic) che si è tenuto due settimane fa a Roma, dove sono state presentate prove schiaccianti, derivanti da studi fisiopatologici, epidemiologici, genetici e da studi di popolazione, che dimostrano come il "Colesterolo LDL", sigla di Low Density Lipoproteins (ovvero lipoproteine a bassa densità), sia una potente causa di infarto e di ictus, e che ridurre questo valore è efficace per non morire anche se si hanno livelli di partenza inferiori alla media.

colesteroloCOLESTEROLO
Inoltre è stato evidenziato che è necessario abbassare il colesterolo LDL il più presto possibile, specialmente nei pazienti a rischio anche basso, che non esiste un limite inferiore di colesterolo LDL noto per essere pericoloso, perché la sua riduzione riduce il rischio indipendentemente dai livelli di base, e che in ogni caso questa molecola killer deve poter essere abbattuta e portata sotto i 55 mg/dl anche negli individui in apparente buona salute.

Il colesterolo LDL infatti, accumulandosi nelle arterie in forma di placche ne irrigidisce le pareti, aggravando il rischio di problemi ostruttivi, soprattutto nelle coronarie del cuore e nei vasi del cervello, per cui chi deve monitorarlo con maggiore attenzione sono coloro che soffrono di malattia aterosclerotica, cardiovascolare, chi ha già sperimentato l' infarto o l' ictus, i portatori di stent o di by-pass coronarici, e chi soffre di diabete mellito, di ipertensione e di insufficienza renale anche lieve, e quanto più si riduce il suo valore nel sangue, tanto più migliora la prognosi e l' aspettativa di vita.


FATTORI DI RISCHIO 

Il colesterolo è una molecola organica lipidica molto importante nella fisiologia del nostro corpo, poiché è una costituente insostituibile delle membrane cellulari di tutte le nostre cellule, oltre ad essere un precursore degli ormoni steroidei, della vitamina D e degli acidi biliari, indispensabili per la digestione dei grassi, e la sua totale assenza è incompatibile con la vita.

La concentrazione di tale sostanza nel sangue però non deve superare certi limiti, perché i suoi livelli eccessivi possono essere molto pericolosi per la salute umana, e mentre il colesterolo HDL è considerato quello "buono" per il suo ruolo protettivo, la suddivisione tra frazione di colesterolo LDL e HDL è invece fondamentale, poiché tanto più il rapporto è favorevole alla prima, tanto più alto è il rischio di malattie cardiovascolari.
COLESTEROLOCOLESTEROLO

Secondo le recenti guide linea, i valori del solo Colesterolo Totale non sono invece significativamente correlati con la quantificazione del rischio cardiovascolare, in quanto sono soltanto uno dei molti fattori predisponenti, per cui meglio evitare di impazzire per riportare la soglia del colesterolo totale al di sotto dei 200mg/dl, ma piuttosto bisogna concentrarsi sulla riduzione della quota LDL, quella cioè definita la più pericolosa per le tragiche conseguenze che il suo alto dosaggio ematico comporta.

È bene sottolineare che i valori del colesterolo totale e quelli del colesterolo LDL vengono comunque utilizzati insieme per calcolare un parametro importantissimo, chiamato "indice di rischio", il quale rappresenta un valido e statisticamente significativo strumento per valutare il reale rischio cardiovascolare del paziente.
COLESTEROLOCOLESTEROLO

MEDICINALI UTILI 
Per raggiungere l' obiettivo di portare al di sotto dei 55mg/dl il colesterolo LDL non servono a niente gli integratori, ma sono necessari i farmaci, contenenti i principi attivi farmacologici, e quelli con cui si inizia il trattamento per abbatterlo sono le statine, molecole molto ben tollerate e i cui benefici superano di gran lunga i pericoli, anche tra quelli a basso rischio, e se le statine, combinate con l' altro farmaco di prima scelta, l' ezetimibe, che agisce inibendo l' assorbimento del colesterolo a livello intestinale, non sono sufficientemente a ridurne i livelli, possono essere usati i Pcsk9, una classe di medicinali molto potenti, che vengono somministrati una volta al mese.

Un famoso studio che ha coinvolto oltre 18mila persone, pubblicato lo scorso anno sul New England Journal of Medicine, ha dimostrato che l' associazione di statina piu ezetimibe riduce in modo significativo, rispetto alle sole statine, sia gli infarti che gli ictus ischemici, anche nei pazienti con ipercolesterolemia familiare e genetica.

COLESTEROLOCOLESTEROLO
La buona notizia è che a breve, entro un anno, saranno immessi sul mercato alcune novità del settore farmacologico per il trattamenti dell' ipercolesterolemia, come l' acido bembepodico, che interviene direttamente sulla biosintesi del colesterolo, una molecola che non sostituirà le statine, ma potrà essere una soluzione di trattamento per chi non può assumerle.

Per quanto riguarda la dieta, chi è affetto da ipercolesterolemia deve preferire pesce azzurro, olio di oliva, noci, frutta, verdura, alimenti integrali e probiotici, considerati alcuni dei migliori alleati contro l' aumento di tale molecola lipidica, poiché la moderazione calorica e la sobrietà della dieta rappresentano un elemento chiave nel controllo del rischio cardiovascolare.

COLESTEROLOCOLESTEROLO
RIMEDIO NATURALE 

Tra i nuovi fattori emergenti che minano la nostra salute, uno dei più importanti, oltre al colesterolo, per valutare il rischio cardiovascolare da qualche anno è rappresentato dall' Omocisteina, un amminoacido solforato, che quando presenta elevati livelli nel sangue può essere altrettanto pericoloso, e deve necessariamente essere controllato consumando adeguate quantità di acido folico, commercializzato come Folina, una vitamina presente nei vegetali a foglia verde, in grado di abbassare con una pillola al giorno questo fattore di rischio addizionale, i cui valori plasmatici non devono superare i 12mmol/l.

Nel 2017 una persona su cinque che in Italia è morta per malattie cardiovascolari ha avuto cause imputabili al mancato controllo del colesterolo LDL, per un totale di poco meno di 50mila decessi, ma nell' ultimo anno fortunatamente si sta diffondendo la cultura del controllo di tali valori plasmatici, che per troppo tempo sono stati privati dell' attenzione che meritavano.

Fonte: qui


IL RANCORE VI ACCORCIA LA VITA 

“ALLA LUNGA DIVENTA UN TARLO CHE DIVORA, CHE INFLUENZA NEGATIVAMENTE SE STESSI E CHI VIVE ACCANTO, È DISTRUTTIVO, SIA DAL PUNTO DI VISTA FISICO CHE PSICOLOGICO, E FA AMMALARE” 

“MEGLIO UN ATTO DI RABBIA ESPRESSA SUL MOMENTO, PIUTTOSTO CHE UN SENTIMENTO TALMENTE NEGATIVO DA IRRANCIDIRE E LOGORARE…”

Melania Rizzoli per “Libero Quotidiano”
portare rancorePORTARE RANCORE

Portare rancore è un lavoro molto impegnativo, e la maggior parte delle volte non ne vale proprio la pena. Il rancore è un' emozione negativa causata da una situazione avversa che si è verificata, dalla quale ci si sente feriti, una condizione che non si è affrontata apertamente e che non si è risolta, la quale prolunga a tempo indeterminato il malessere alimentando sentimenti di dolore e rabbia rispetto ad un accadimento o verso una persona che si è comportata male.

Il rancore è sempre preceduto dal risentimento, un carico emozionale anch' esso negativo che non permette di ristabilire l' equilibrio psicologico, perché il ricordo dell' ingiustizia subita o del danno provocato spingono a restituire il dolore, a progettare atti di vendetta, favorendo atteggiamenti di ostilità e di aggressività verso la persona responsabile della sofferenza e del danno inflitto.
RisentimentoRISENTIMENTO

In realtà l' unica persona che soffre è la stessa che porta rancore, che prolunga la sua insoddisfazione senza risolvere il problema, ed anche se il tempo la allontana da quella situazione sgradevole vissuta e da colui/colei che l' ha provocata, chi custodisce il rancore si infligge sofferenza e conflitti interiori dai quali non tende a liberarsi La parola rancore deriva dal latino "rancore(m), derivato da "rancere", ossia essere rancido, acido o guasto, ed è usata da secoli per descrivere colui che prova astio, rabbia inespressa, profonda e persistente, covata talmente a lungo e così tenacemente da essere in grado di guastare o irrancidire l' animo umano.

l'odio le haineL'ODIO LE HAINE
Questo sentimento di profonda avversione nasce solitamente a seguite di un torto subìto o un' offesa ricevuta, e si traduce spesso in un desiderio represso di rivalsa, che però non viene manifestata immediatamente nel momento del danno subìto, bensì tenuta nascosta e covata nell' animo, in modo silenzioso e logorante, al punto che tale subdola emozione non fa che essere dannosa per chi la nutre.

VARIE GRADAZIONI
portare rancorePORTARE RANCORE
Non riconducibile ad un fenomeno psichico meramente intraindividuale, il rancore è definito in psichiatria un' esperienza emotivamente disturbante e destabilizzante, provata, rivissuta e rielaborata di continuo nella mente, che presenta varie gradazioni di intensità, ma che provoca quasi sempre la dissonanza cognitiva, ovvero la mancata consapevolezza della grettezza associata al proprio atteggiamento o ai propri sentimenti negativi ed ostili.

Spesso dietro il rancore si nasconde un profondo disagio che non si riesce a disciplinare, che può sfociare in una fobia in grado di minare anche i rapporti apparentemente più solidi, che in realtà solidi non sono mai stati, ed in definitiva il risentimento si basa sulla necessità di dire qualcosa che non si è mai stati in grado di esprimere, o almeno con l' intensità desiderata, per cui la persona è in un certo senso delusa e genera nella sua mente una serie di idee negative verso la persona oggetto del suo odio.

RisentimentoRISENTIMENTO
Generalmente si tratta di personalità fragili e insicure, che tendono ad attribuire la propria inadeguatezza a dubbie ingiustizie subìte o percepite, a colpevolizzare gli altri sul mancato raggiungimento di traguardi od obiettivi, accumulando frustrazioni causa di profonda infelicità ed animosità.
risentimentoRISENTIMENTO

Con il passare del tempo questi pensieri diventano ossessivi e sempre più intensi, i quali possono causare molti problemi, dalla semplice ansia alle malattie psicosomatiche, fino a favorire vere e proprie malattie, via via più importanti, poiché a forza di portare sulle spalle un pesante fardello, oltre ai sentimenti negativi prevalenti, ci si nega la possibilità della benché minima serenità psicofisica.

dissonanza cognitivaDISSONANZA COGNITIVA
Inoltre dietro alla persona che prova rancore si nasconde quasi sempre il giudizio o la sensazione di essere migliore dell' altra, di quella che ha commesso l' errore, senza valutare di giudicare se stessi invece di vivere indossando i panni di giudice, e soprattutto ignorando che ognuno è diverso e che le persone cambiano, per cui è sbagliato restare troppo immersi nell' immagine che si ha di quel lui/lei da non rendersi conto che questa non corrisponde più alla realtà che ci si aspettava.

odioODIO
DOLORE ACCUMULATO
Nella vita tutti prima o poi sperimentano molte cose che si considerano ingiuste, e comunque le si consideri è difficile trovare il lato positivo, ma in molti casi è meglio lasciar perdere piuttosto che farsi consumare dall' amarezza che condiziona il vivere quotidiano.
 
Ed anche se esistesse la possibilità di vendetta, questa non sarà mai la soluzione al dolore accumulato, perché le conseguenze o i conflitti successivi alla restituzione del danno subìto difficilmente restituiscono serenità e soddisfazione, perché il dolore altrui non è in grado di placare il dolore di chi serba rancore in corpo, abituato a sopportare un peso innecessario al quale si è ormai abituati e con il quale si convive.

Ma come si evita il rancore? La cosa più conveniente sarebbe risolvere la situazione quando questa si verifica, senza tentennamenti o timidezze, per esprimersi e farsi rispettare sul momento, evitando l' insorgere del risentimento e di tutto quello che questo sentimento negativo comporta.

rancore 1RANCORE
Dopodiché bisogna anche imparare a rispettare il comportamento e il pensiero delle altre persone, libere come tutti di esprimersi, e decidere di conseguenza che relazione mantenere con quell' individuo, poiché rispettare non significa condividere il suo modo di agire, evitando così di vivere una situazione simile un' altra volta.

odio 1ODIO 
Provare rancore dunque non conviene, perché questo sentimento negativo e livoroso fa male alla salute, condiziona il carattere, rende animosi e astiosi, spegne il sorriso spontaneo, lo trasforma in un ghigno malefico che condiziona il comportamento, e le persone rancorose diventano agli occhi degli altri antipatiche, insopportabili e moleste, difficili da approcciare, o meglio da evitare, sempre avverse e tendenti a parlar male, a lamentarsi e recriminare, per cui si chiudono e vengono isolate, aggravando la loro situazione psicologica di profondo disagio.

odio 2ODIO
Il livore infatti, alla lunga diventa un tarlo che divora, che influenza negativamente se stessi e chi vive accanto, è distruttivo, sia dal punto di vista fisico che psicologico, e fa ammalare, quindi molto meglio un atto spontaneo di rabbia espressa sul momento, piuttosto che un sentimento talmente negativo da irrancidire e logorare la serenità della mente e dell' anima.

Fonte: qui

sabato 3 agosto 2019

È IL 2 AGOSTO 1980 E TU SEI UNA STUDENTESSA DI 18 ANNI A BOLOGNA. ENTRI IN STAZIONE PER TORNARE A CASA.

UN UOMO ARRANCA CON IL PESO INCLINATO A SINISTRA, PER COMPENSARE IL PESO DELLA VALIGIA CHE TIENE CON LA MANO DESTRA. LA APPOGGIA CON CAUTELA SU UN TAVOLINO. CONTIENE 23 CHILI DI COMPOUND B, UN ESPLOSIVO MILITARE COMPOSTO DA 5 CHILI DI TRITOLO E DI T4, AVVOLTI DA 18 CHILI DI NITROGLICERINA GELATINATA, COLLEGATI A UNA SVEGLIA MODIFICATA. SI ASSICURA CHE SIA APPOGGIATA AL MURO PORTANTE, POI ESCE…
Nicolò Zuliani per www.termometropolitico.it

Sei una studentessa di 18 anni a Bologna.
È il 2 agosto 1980 e tu sei una ragazza, hai compiuto da poco diciotto anni, indossi un vestito a righe blu e zeppe di tela che in quel periodo vanno di moda. Hai passato la maturità, sei andata a Bologna per vedere l’università che frequenterai, hai dormito a casa di un’amica e ora stai tornando a casa. Non esistono le macchinette automatiche e devi fare la fila in biglietteria, così per sicurezza arrivi presto. Appena metti piede in stazione  capisci che hai avuto una buona idea.

Nell’ala ovest c’è la sala d’aspetto di seconda classe.
strage alla stazione di bologna 2 agosto 1980 4STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA 2 AGOSTO 1980 4
Un uomo arranca con il peso inclinato a sinistra, per compensare il peso della valigia che tiene con la mano destra. La appoggia con cautela su un tavolino, tra le tante. La sua però contiene 23 chili di Compound B, un esplosivo militare composto da 5 chili di tritolo e di T4 (tciclotrimetilentrinitroammina), avvolti da 18 chili di nitroglicerina gelatinata (e collegati a una sveglia modificata). Si assicura la valigia sia appoggiata al muro portante, poi esce di fretta senza guardarsi attorno e asciugandosi il sudore. Alla biglietteria è quasi il tuo turno.


L’orologio sul muro segna le 10.18
strage alla stazione di bologna 2 agosto 1980 6STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA 2 AGOSTO 1980 6
Davanti a te noti un ragazzo alto con le spalle larghe, ma non riesci a vederlo in faccia. Si chiama Mauro di Vittorio, ha 24 anni e dal taglio dell’abito deduci sia un venditore. Provi a sfruttare il riflesso sul vetro della biglietteria, ma ci si mette davanti una coppiettai. Hanno circa la tua età, ridacchiano in inglese e i loro zaini blu e arancio ti coprono la visuale per colpa del sacco a pelo arrotolato. Te li immagini in tenda, al buio, da soli, e ti viene in mente il mostro di Firenze. Però tua madre dice che è solo in Toscana. Mauro fa il biglietto, passa, e non era questo granché.

Nella valigia, il timer segna le 10.19


strage alla stazione di bologna 2 agosto 1980 5STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA 2 AGOSTO 1980 5
Speri incroci il tuo sguardo, ma lui nemmeno ti vede e tira dritto. Gli dedichi un’ultima occhiata, poi incroci Iwao, 20 anni, seduto su una panca nell’angolo. Mangia e scrive su un quadernino, ha sandali da monaco e capelli nerissimi. Senza accorgertene, lo stai fissando. Lui ti fa un sorriso e un cenno con la testa, dietro di te qualcuno ti chiede di muoverti. Ti volti per scusarti e ti trovi davanti un vecchietto sulla sessantina, Pietro Galassi. Ha una vecchia giacca anni ’70 e una cravatta con fantasie larghe e scherzose, probabilmente è un professore. Ti scusi e fai il biglietto.

Il vecchio Tissot del nonno fa le 10.20
Fai due parole con una tua coetanea, Patrizia. Ha l’accento barese marcato, una camicetta di lino ricamata a mano e una minigonna assai più moderna. Anche lei si è appena diplomata in ragioneria, ed è lì con la madre, i nonni, la zia e le cugine per tornare a Bari. Si siedono nella sala d’aspetto alla tua sinistra mentre Sonia, di 7 anni, sta giocando con una bambola rossa. La sua famiglia è sfinita per il caldo e la madre la tiene d’occhio dietro un ventaglio nero con fiori rosa e verdi. S’è messa a giocare con Angela, una bimba di 3 anni che è incuriosita dalla bambola.
strage alla stazione di bologna 2 agosto 1980 1STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA 2 AGOSTO 1980 1



L’altoparlante comunica che il treno delle 10.21 è in ritardo di 10 minuti
Quando lo vedi entrare in sala d’aspetto. Ha 21 anni, occhi azzurri, i capelli corti e due labbra che sembra Marlon Brando. È uno dei tanti militari di leva, e probabilmente il ragazzo più bello tu abbia mai visto. D’istinto tiri su la schiena e ti sistemi meglio la gonna. Lui ti vede quasi contemporaneamente, fa un mezzo sorriso, tu ricambi distogliendo subito lo sguardo.

Vedi una signora di 50 anni, Berta Ebner, che ha capito la situazione e gongola guardando altrove. Il ragazzo ti si siede vicino e si schiarisce la voce mentre tu ti auguri non dica una cosa troppo stupida. «Mi scusi, sa che ore sono?» domanda lui. Ti volti a guardarlo, ed è bello davvero. Noti che ha l’orologio e le vene sull’avambraccio, lui segue il tuo sguardo: «Oh, questo è… rotto.»
«Davvero?»
«Giuro» dice lui, sbattendolo contro la panchina. Poteva andarti peggio, nell’epoca dei paninari. Fai una mezza risata:
strage alla stazione di bologna 2 agosto 1980 3STRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA 2 AGOSTO 1980 3



«Sono le 10.22», rispondi.
a Roberto, 21 anni, artigliere di leva in licenza. Le tue farfalle nello stomaco lasciano spazio a un crampo ben meno nobile, realizzi che giorno del mese è, e ti rendi conto che è il caso di trovare un bagno alla svelta. Lui ti guarda confuso, ha paura di aver detto qualcosa di male. Tu mentre t’incammini sei incerta se dirgli qualcosa, poi decidi che un po’ di suspance gli farà bene. Il bagno è al secondo piano della sala d’attesa, dove c’è il bar. C’è parecchia gente, e Mirella, Euridia, Franca, Katia, lavorano sodo perché Rita e Nilla, 23 e 25 anni, proprio non ci sono con la testa; a entrambe i loro uomini hanno chiesto di sposarli, e stanno progettando come arredare la casa dove andranno a vivere. Vai alla cassa.
camera ardente vittime strage della stazione di bolognaCAMERA ARDENTE VITTIME STRAGE DELLA STAZIONE DI BOLOGNA


«Sono solo le 10.23 e senti che caldo fa» sbuffa la cassiera, Euridia, 42 anni.
Le sorridi comprensiva e domandi dov’è il bagno. Una volta dentro ti accorgi che avevi ragione, infili l’assorbente nelle mutande e ne approfitti per sistemarti i capelli, verificare il trucco e correggere il rossetto. Esci e quasi ti scontri con una vecchietta, Maria Idra, 80 anni. Ha un vestito blu scuro a fiorellini e ti rivolge un sorriso stanco. Le tieni aperta la porta e passi davanti al banco del bar. Hai fatto colazione, ma qualcosa di fresco ti farebbe voglia. Però non ti va di far aspettare troppo l’artigliere, così guardi con invidia la limonata fredda in mano a Viviana Bugamelli, 23 anni, nell’esatto momento in cui confessa a suo marito Paolo di essere incinta. Lui si trasforma in una statua di sale.



L’orologio sopra la macchinetta del caffè segna le 10.24
strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA
Dalla radio parte “Our last summer” degli ABBA. Scendi le scale e schivi Irene Breton, un’orologiaia svizzera con un vestito orrendo che la fa sembrare biancaneve, poi un uomo che voltato verso l’esterno grida a qualcuno «Un attimo che prendo le sigarette». La banchina del primo binario s’è riempita e devi fare la gimcana tra Argeo, un ferroviere 42enne che fuma la pipa, Vincenzo, un 34enne che si infila in bocca una gomma da masticare annusando avidamente l’odore della pipa del ferroviere, una coppia di anziani che si tiene per mano, una francesina della tua età con un cappello di paglia e un vestito di seta con cucito “Brigitte” che legge un libro di Prevert, Leoluca che ha la salopette macchiata d’intonaco e vernice, Carlo Mauri che osserva i cavi del treno, poi Francesco, Antonio, Vito, Lina, Romeo, Mario. Arrivi in vista della sala d’attesa e

La sveglia nella valigia segna le 10.25

strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA
In un microsecondo le molecole dell’esplosivo si espandono e moltiplicano, spingendo l’aria attorno in un’onda di pressione a sfera che impatta contro corpi, muri, pavimento e soffitto a 9000 metri al secondo con una potenza di 26.9 G, portando la temperatura a 1240°. Le persone più vicine alla valigia vengono vaporizzate dal calore o spappolate, mentre il soffitto e i muri si dilatano fino a spaccarsi, travolgendo le persone all’esterno con pezzi di cemento e marmo che li investono alla velocità di un cannone, smembrandole.

strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA
 Sul primo binario, l’onda d’urto distrugge trenta metri di pensilina e investe l’Adria express 13534 Ancona Basilea sollevandolo, accartocciando l’alluminio delle fiancate mentre detriti di cemento, acciaio e vetro impattano contro i passeggeri, uccidendoli o mutilandoli. Nel parcheggio, l’autobus 37 e i taxi sussultano mentre aria e detriti gli corrono incontro. Poi la stazione collassa. Pezzi di cemento, lastre di granito, tavoli, sedie, scrivanie, brioche, gelati e limonate precipitano tirandosi dietro clienti e camerieri, schiacciandoli dopo un volo di tre metri contro quel che resta della sala d’aspetto e i suoi sopravvissuti, tra cui un bambino di 3 anni.
strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA




Sono passati tre secondi.
Non vedi e non senti niente. Il petto ti brucia e non riesci a tirare dentro aria. Emetti un ringhio roco mentre i polmoni e gli addominali cercano di recuperare ossigeno. Cominci a vedere qualcosa, macchie informi, le orecchie fischiano così forte da farti male alla testa. Ti volti di fianco e l’aria rientra all’improvviso con un gorgoglio. Tossisci e rantoli per qualche istante, raggomitolata e sorda. Davanti a te c’è Pier Francesco, 44 anni, ma è sbagliato. Non capisci cos’ha che non va; provi a parlargli ma non senti la tua voce, solo quel fischio assordante. Lui ti fissa immobile e giallastro, senza rispondere.
strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA



Ti guardi.
Il vestito è sporco e stracciato. Hai macchioline di sangue su tutto il corpo, ma non senti dolore. Provi a metterti a carponi e ce la fai. Provi a metterti in piedi e ci riesci al secondo tentativo, incespicando. Solo a quel punto riesci a guardarti attorno. Vedi macerie, fumo, un odore acre e ovunque pezzi di persone. Maria Fresu è stata smaterializzata, di lei resta solo un brandello sotto il treno. Dell’artigliere non è rimasto nulla, è stato proiettato a trenta metri fuori e lo riconosceranno solo dalle piastrine. Quando le orecchie riprendono a funzionare, senti le urla. Di paura, di dolore, di aiuto, di disperazione. Provengono dalle macerie, dall’interno della stazione, da quel che resta del treno.


strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA

Vedrai arrivare i soccorsi e cercherai di aiutare chi puoi come puoi, assieme agli altri sopravvissuti come te. Vedrai i Carabinieri arrivare e alcuni saranno talmente sconvolti da mettersi a piangere. Le ambulanze non basteranno; le autorità dovranno usare anche i taxi e gli autobus per portare via i 200 feriti e gli 85 morti, oppure i loro brandelli. Alla fine tornerai a casa e continuerai a sentire quelle grida, a vedere quelle persone, per gli anni a venire.
vittime della strage di bolognaVITTIME DELLA STRAGE DI BOLOGNA

In televisione parleranno di indagini, di sospettati, di depistaggi, di periti ed esperti, personaggi nell’ombra, mandanti occulti, fazioni che si accusano a vicenda. Cinque anni dopo troveranno chi aveva lasciato la valigetta in stazione; si chiamano Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, due neofascisti già condannati per altri attentati. Dopo la strage di Bologna avevano continuato a uccidere e, a differenza di tutti gli altri omicidi, si sono sempre dichiarati estranei. Verranno condannati e faranno 26 anni di carcere.

strage alla stazione di bolognaSTRAGE ALLA STAZIONE DI BOLOGNA
Buona parte dei politici, dei terroristi, dei faccendieri e degli uomini di Stato che c’erano nel 1980 sono morti o spariti. A distanza di quasi quarant’anni, nessuno sa se la strage di Bologna ha avuto dei mandanti più in alto, o se si sia trattato di follia omicida da parte di un gruppo neofascista. Licio Gelli e uomini di Stato tentarono, secondo il giudice Rosario Priore, di depistare le indagini. Furono condannati, ma non saltò mai fuori chi avrebbero dovuto coprire.

Fonte: qui