giovedì 2 settembre 2021

L'epidemiologo di Harvard afferma che il caso dei passaporti dei vaccini COVID è stato appena demolito

Uno studio medico recentemente pubblicato ha scoperto che l'infezione da COVID-19 conferisce una protezione notevolmente più duratura e più forte contro la variante Delta del virus rispetto ai vaccini.

“ La protezione immunitaria naturale che si sviluppa dopo un'infezione da SARS-CoV-2 offre uno scudo considerevolmente maggiore contro la variante Delta del coronavirus pandemico rispetto a due dosi del vaccino Pfizer-BioNTech , secondo un ampio studio israeliano che alcuni scienziati vorrebbero. con un'etichetta "Non provarlo a casa" ", ha riferito lo Scientific American giovedì. "I dati appena rilasciati mostrano che le persone che una volta avevano un'infezione da SARS-CoV-2 avevano molte meno probabilità rispetto alle persone vaccinate di contrarre Delta, sviluppare sintomi da esso o essere ricoverate in ospedale con un grave COVID-19".



Foto di Thérèse Soukar, CC BY-SA 4.0, tramite Wikimedia Commons

In altre parole, gli individui vaccinati avevano 27 volte più probabilità di contrarre un'infezione COVID sintomatica rispetto a quelli con immunità naturale da COVID.

I risultati arrivano quando molti governi in tutto il mondo chiedono ai cittadini di acquisire "passaporti vaccinali" per viaggiare. New York City , Francia e le province canadesi del Quebec e della British Columbia sono tra coloro che hanno recentemente abbracciato i passaporti dei vaccini.

Nel frattempo, l'Australia ha lanciato l'idea di rendere i tassi di vaccinazione più elevati una condizione per revocare il blocco nelle giurisdizioni, mentre il presidente Joe Biden sta considerando di rendere illegali i viaggi interstatali per le persone che non sono state vaccinate per il COVID-19.

I passaporti dei vaccini sono moralmente discutibili per molti motivi, non ultimo il fatto che la libertà di movimento è un diritto umano fondamentale . Tuttavia, alcuni dicono che i passaporti dei vaccini diventano ancora più insensati alla luce delle nuove scoperte provenienti da Israele e delle rivelazioni del CDC.

Il professore della Harvard Medical School Martin Kulldorff ha affermato che la ricerca che mostra che l'immunità naturale offre una protezione esponenzialmente maggiore rispetto ai vaccini significa che i passaporti dei vaccini sono sia non scientifici che discriminatori, poiché colpiscono in modo sproporzionato gli individui della classe operaia.

"La precedente malattia COVID (molte classi lavoratrici) fornisce un'immunità migliore rispetto ai vaccini (molti professionisti), quindi i mandati dei vaccini non sono solo sciocchezze scientifiche, sono anche discriminatorie e non etiche ", ha osservato su Twitter Kulldorff, biostatistico ed epidemiologo.

Né lo studio su Israele è una tantum. I resoconti dei media mostrano che non meno di 15 studi accademici hanno scoperto che l'immunità naturale offre un'immensa protezione da COVID-19.

Inoltre, la ricerca del CDC mostra che gli individui vaccinati vengono ancora infettati da COVID-19 e trasportano la stessa quantità di virus nella gola e nel passaggio nasale rispetto agli individui non vaccinati.

"Le alte cariche virali suggeriscono un aumento del rischio di trasmissione e sollevano la preoccupazione che, a differenza di altre varianti, le persone vaccinate infette da Delta possono trasmettere il virus", ha osservato il direttore del CDC Rochelle Walensky a seguito di un focolaio di Cape Cod che includeva principalmente individui vaccinati .

Questi dati suggeriscono che gli individui vaccinati stanno ancora diffondendo il virus in modo molto simile agli individui non vaccinati.

I passaporti dei vaccini sarebbero immoraliSemplicemente non esiste un parallelo storico per i governi che tentano di limitare in questo modo i movimenti di persone sane a causa di un virus respiratorio.

Eppure la giustificazione per i passaporti dei vaccini diventa non solo sbagliata ma assurda alla luce di queste nuove rivelazioni.

Le persone che hanno avuto il COVID hanno già una protezione significativamente maggiore dal virus rispetto alle persone che sono state vaccinate. Nel frattempo, le persone che non hanno avuto il COVID e scelgono di non vaccinarsi possono o meno prendere una decisione poco saggia. Ma se lo sono, mettono principalmente a rischio solo se stessi.

 Scritto da Jon Miltimore tramite la Foundation for Economic Education

Jonathan Miltimore è il caporedattore di FEE.org. I suoi scritti/reportage sono stati oggetto di articoli sulla rivista TIME, The Wall Street Journal, CNN, Forbes, Fox News e Star Tribune.

Sottotitoli: Newsweek, The Washington Times, MSN.com, The Washington Examiner, The Daily Caller, The Federalist, The Epoch Times. 

Era più efficace la pozione magica di Panoramix

In questo periodo altre due epidemie stanno colpendo l’Italia (e, probabilmente, anche il resto del mondo):

1) l’epidemia dei morti nel sonno;

2) l’epidemia dei morti per malori improvvisi.

Ecco che cos’ha pubblicato qualche giorno fa su Facebook il nostro amico Carlo Grossi:

FA PIÙ DANNI L’INFEZIONE O LA CURA?

Ho verificato due voci prese da Google, quindi facilmente riscontrabili da chi è avvezzo a chiedere compulsivamente le fonti in presenza di informazioni non gradite, che riguardano le due casistiche di mortalità di seguito riportate.

Faccio parlare i numeri:

 

MORTI AVVENUTE NEL SONNO:

– anno 2019: 21.500 casi ;

– anno 2020: 33.700 casi ;

anno 2021: 98.100 casi (dato parziale riferito a metà agosto).

 

MORTI CAUSATE DA MALORE IMPROVVISO:

– anno 2019: 14.800 casi;

– anno 2020: 19.000 casi;

anno 2021: 45.200 casi (dato parziale riferito a metà agosto).

 

È sconcertante il picco di casi registrati da inizio anno ad oggi, ovviamente tutti non riferibili alla pseudo campagna \/@((in@le in corso e men che meno imputabili a possibili reazioni avverse.

Nessuna correlazione, quindi non si azzardino ipotesi diverse!

Ovviamente il post è stato censurato da Facebook.

Abbiamo provato a pubblicarlo noi, ma è stato subito bloccato.

Allora abbiamo evitato di scrivere le ultime frasi (È sconcertante il picco di casi registrati da inizio anno ad oggi, ovviamente tutti non riferibili alla pseudo campagna \/@((in@le in corso e men che meno imputabili a possibili reazioni avverse. Nessuna correlazione, quindi non si azzardino ipotesi diverse!) e non ci sono stati problemi.

Perché Facebook, ma anche Youtube, censurano?

Non per ordini governativi, bensì per intrecci azionari.

Facebook e Google sicuramente detengono azioni di aziende farmaceutiche, e a loro volta loro azioni sono detenute dai tre grandi fondi d’investimento BlackRock, Vanguard e State Street, in quel magico intreccio che caratterizza il moderno finanzcapitalismo.

D’altronde, l’intelligenza di Zuckerberg si è vista recentemente: tempo fa ha bloccato l’account di un pericoloso terrorista come Donald Trump, però per bloccare la pagina dei talebani ha dovuto attendere il loro ingresso a Kabul.

L’algoritmo non funzionava?

Come comportarsi con Facebook?

Assolutamente non uscirne, perché può comunque essere utile per le proprie attività, però frequentarlo il meno possibile, evitando accuratamente di commettere due errori:

1) acquistare prodotti pubblicizzati sul social network;

2) commentare le chiacchiere da bar degli altri utenti.

Con un’eccezione: a quelli che dicono che i non vaccinati, in caso di ricovero in terapia intensiva, dovranno pagarsi di tasca propria le spese mediche, è quanto meno necessario precisare che agli stessi andrebbero restituiti tutti i contributi versati al servizio sanitario nazionale per prestazioni non ricevute.

E precisando, altresì, che non solo sono i vaccinati quelli più contagiosi, ma sono anche quelli che si stanno contagiando maggiormente, come confermano i dati britannici: www.affaritaliani.it/coronavirus/regno-unito-report-sconvolge-gli-esperti-contagiati-covid-89-sono-vaccinati-754892.html.

Tutto ciò a dimostrazione dell’infallibile efficacia della pozione magica.

Era più efficace quella di Panoramix…

panoramix

Detto questo…

… auguriamo a chi si è sorbito la pozione magica di non incappare in effetti collaterali di medio e lungo termine, ed esprimiamo anticipatamente le nostre più sentite condoglianze ai parenti dei futuri morti nel sonno e per malori improvvisi.

Precisando, altresì, che chi vuole farsi la terza dose è libero di farlo.

Terribili, le crisi d’astinenza dei tossici…

Fonte: https://terracinasocialforum.wordpress.com/2021/09/01/era-piu-efficace-la-pozione-magica-di-panoramix/



Regno Unito, report sconvolge gli esperti.

Contagiati Covid: 89% sono vaccinati

Il ministero della Salute inglese a lavoro: non è chiaro perché i vaccinati si contagino più dei non vaccinati: l'89% vaccinati contro l'11% non vaccinati

Nel Paese l'89% delle persone risultate contagiate per Covid erano vaccinate contro il virus. L'altro 11% è relativo a persone non vaccinate. La variante Delta, dominante in UK ha contagiato 386.735 soggetti di cui 337.834 con un'età inferiore a 50 anni e 48.264 con un'età superiore ai 50 anni.

Parlando degli over 50, 48.264 sono coloro che seppur vaccinati si sono contagiati, mentre solo 4.891 si sono contagiati ed erano non vaccinati, tutto probabilmente sempre a causa della variante Delta. In proporzione coloro che finiscono in emergenza sono un decimo rispetto all'ammontare dei contagiati ma la statistica depone ancora una volta a favore dei non vaccinati: il rapporto è circa 4 vaccinati in emergenza contro un non vaccinati. E parliamo sempre di over 50.

La contabilità dei deceduti con la stessa età invece (in proporzione un 48esimo rispetto al numero complessivo dei contagiati) depone sempre a favore dei non vaccinati: se 1076 sono i deceduti vaccinati, risultano essere 318 i non vaccinati.

Un risultato sorprendente. Il dato inatteso sta interrogando gli scienziati del Regno Unito sempre molto pragmatici e poco inclini a interventi per partito preso.

Il dato israeliano sembra andare nella stessa direzione. Di media su 500 persone ricoverate, circa il 60% è stata vaccinata. Anche in Israele vi è stata una campagna massiva di vaccinazione. Ma gli esperti giustificano il dato israeliano sostenendo che la concomitanza di più fattori porta a questo risultato inatteso: la maggioranza delle persone nel Paese sono vaccinate (rispetto alle non vaccinate), a farlo sono soprattutto anziani, quindi più a rischio, il vaccino non immunizza al 100% e colpisce chi è più fragile ed in età avanzata. Da qui il 60% di cui sopra.

Diverso e più complesso invece appare il discorso sul Regno Unito se, senza preconcetti ideologici, si leggono i numeri. La variante Delta, dominante nel Paese, potrebbe essere la causa dei numeri inattesi, cioè che l'89% dei contagiati risultano anche vaccinati. La variante Delta in alcuni casi aggira il vaccino. Un'incidenza potrebbe averla avuta anche la pratica nel Regno Unito di considerare vaccinati coloro che hanno fatto un'unica dose (Pfizer o Astrazeneca), valutando come sufficiente per la protezione il numero di anticorpi prodotti da questa. Ma come sappiamo molti esperti considerano un'unica dose come non sufficiente a immunizzare il soggetto.

In queste ore il Regno Unito riporta 174 morti per Covid, il più alto dal 12 marzo scorso e altri 30.838 nuovi positivi. Lunedì sono state segnalate 31.914 nuove infezioni e 40 decessi. L'88% della popolazione adulta ha ricevuto una dose di vaccino mentre il 77% ha ricevuto entrambe le dosi. Un dato significativo sapendo che il Regno Unito ha revocato quasi tutte le sue restrizioni a metà luglio, consentendo alle persone di socializzare, viaggiare e tornare a lavorare negli uffici.

Se molti ancora indossano le mascherine e lavorano dalla propria abitazione, i tassi di infezione giornalieri sono comunque cresciuti. Basti pensare che il numero di casi giornalieri negli ultimi 7 giorni è aumentato del 13,5% rispetto alla settimana precedente.

I deceduti sono saliti al numero di 705 nell'ultima settimana, con un aumento dell'8,8% del tasso di mortalità rispetto alla precedente. Il tasso di mortalità nel Regno Unito si calcola rispetto a quelle persone che sono morte dopo essere risultate positive al Covid-19 negli ultimi 28 giorni.

Parliamo comunque di numeri contenuti se pensiamo che durante il picco della pandemia sono stati segnalati oltre 1.000 decessi al giorno. Fonte: AffariItaliani

LA META' DEGLI ALBERI DEL MONDO POTREBBE RISCHIARE L'ESTINZIONE!



A LANCIARE L'ALLARME E' LO "STATE OF THE WORLD'S TREES": "SONO ESSENZIALI... 


LA PRINCIPALE MINACCIA AL DISBOSCAMENTO E' L'AGRICOLTURA, IN FONDO ALLA LISTA IL CAMBIAMENTO CLIMATICO 


IL RECORD DI SPECIE MINACCIATE E' IN BRASILE, TRA QUESTE MOGANO E PALISSANDRO. E IN EUROPA...


Dagotraduzione dal Guardian

 

CamelieCAMELIE

Secondo il rapporto State of the World’s Trees tra un terzo e la metà delle specie di alberi selvatici del mondo è a rischio estinzione. Il rischio è quello di un più ampio dell’ecosistema. Il documento è stato pubblicato ieri insieme ad un appello per un’azione urgente che fermi il declino.

 

Il disboscamento delle foreste per fare posto all’agricoltura è di gran lunga la principale causa del depauperamento. Lo studio, che è durato cinque anni, ha rilevato che 17.510 specie di alberi sono minacciate, il doppio rispetto a mammiferi, uccelli, anfibi e rettili a rischio messi insieme. Le specie di alberi minacciate rappresentano il 29,9% delle 58.497 specie di alberi conosciuti al mondo. Ma è probabile che la percentuale a rischio sia più alta considerato che un ulteriore 7,1% è stato ritenuto «possibilmente minacciato» e il 21,6% non è stato valutato a sufficienza. Solo il 41,5% è stato indicato come stabile.

 

PalissandroPALISSANDRO

Il Brasile, che ospita la foresta più diversificata del pianeta, l’Amazzonia, ha il record di specie minacciate: 1.788, tra cui tra cui mogano dalle grandi foglie, palissandro ed eugenia. In Cina, la sesta nazione al mondo per biodiversità, magnolia, camelia e acero sono tra le 890 specie a rischio.

 

Gli stati insulari tropicali, in particolare il Madagascar, sono colpiti in modo sproporzionato, in particolare l'ebano e il palissandro, ma anche in Europa – che è relativamente povera in termini di diversità naturale – c'è stato un preoccupante calo del numero di sorbi. In Nord America, parassiti e malattie stanno causando gravi perdite di popolazioni di frassino.

 

Minacce agli alberiMINACCE AGLI ALBERI

I botanici descrivono gli alberi come «la spina dorsale dell'ecosistema naturale». Sebbene finora solo lo 0,2% delle specie si sia estinto, gli autori affermano che un declino accelerato potrebbe avere effetti a catena. Gli esseri umani vengono direttamente colpiti dalla perdita dell’assorbimento del carbonio, della produzione di ossigeno, del legname per le costruzioni, del combustibile per gli incendi, degli ingredienti per le medicine e del cibo, degli ammortizzatori delle tempeste e del benessere che deriva dall'ombra e dalla bellezza. E ancora più importanti sono gli impatti indiretti sui sistemi naturali di supporto vitale. In molte parti del mondo, gli alberi sono i pilastri di un ecosistema sano. Senza di loro, altre piante, insetti, uccelli e mammiferi lottano per sopravvivere.

 

Specie piu a rischioSPECIE PIU' A RISCHIO

«Gli alberi sono essenziali… è come una torre Jenga. Tira fuori quello sbagliato e l'ecosistema cade a pezzi», ha affermato l'autore principale del rapporto, Malin Rivers, responsabile delle priorità di conservazione presso il Botanic Gardens Conservation International (BGCI). «Quando guardo questi numeri, sento che dobbiamo agire ora».

 

Il rapporto identifica le principali minacce per gli alberi. L'agricoltura (coltivazioni per il 29% e bestiame per il 14%) occupa il primo posto, seguita da disboscamento (27%), edilizia abitativa e altri sviluppi commerciali (13%), incendi (13%), estrazione mineraria (9%), piantagioni di pasta di cellulosa (6%) e specie invasive (3%). Il cambiamento climatico (4%) è in fondo alla lista, anche se è stato considerato in che modo influisce sul numero di incendi e sull’agricoltura.

 

Alberi 7ALBERI 

Gerard T Donnelly, presidente del Morton Arboretum nell'Illinois, negli Stati Uniti, sperava che i responsabili delle politiche avrebbero utilizzato lo studio innovativo come strumento di conservazione: «Questo rapporto chiarisce che gli alberi del mondo sono in pericolo. È stato sviluppato in anni di vigorosa ricerca e collaborazione tra le principali organizzazioni mondiali per la conservazione degli alberi e guiderà ulteriori azioni scientificamente informate per prevenire l'estinzione degli alberi».

 

BGCI ha raccomandato un'espansione della copertura dell'area protetta per le specie minacciate, portando avanti campagne incentrate sulle popolazioni più a rischio, una più stretta collaborazione globale, maggiori finanziamenti per gli sforzi di conservazione e maggiori sforzi per il backup delle specie negli orti botanici e nelle banche di semi.


Il gruppo ha lanciato il portale GlobalTree, un database online che tiene traccia degli sforzi di conservazione a livello di specie, di paese e a livello mondiale.


«Per la prima volta sappiamo quali specie sono minacciate, dove sono e come sono minacciate, così possiamo prendere decisioni di conservazione più informate», ha affermato Rivers. «Queste specie non sono ancora estinte. C'è ancora speranza. Ci sono ancora modi per riportarli indietro dal baratro». 

mercoledì 1 settembre 2021

Due alti funzionari della FDA si dimettono per i disaccordi segnalati con la Casa Bianca per i colpi di richiamo

Bloomberg e Endpoints News, due degli alti funzionari vaccinali della FDA stanno lasciando le loro posizioni mentre l'agenzia rimugina su nuove regole e regolamenti sui richiami e sulle vaccinazioni Covid-19 per i bambini .

In partenza dall'agenzia ci sono il direttore dell'Ufficio per la ricerca e la revisione dei vaccini Marion Gruber, Ph.D. e il vicedirettore Phillip Krause, MD Gruber prevede di andare in pensione il 31 ottobre, mentre Philips, il vicedirettore del Centro per la valutazione e la ricerca sui prodotti biologici della FDA, partirà a novembre. 

I funzionari sanitari degli Stati Uniti hanno lavorato per valutare i vaccini e i trattamenti Covid alla massima velocità, con i colpi di Moderna Inc., Johnson & Johnson e la partnership di Pfizer Inc. e BioNTech SE approvati a tempo di record. Ora l'agenzia è incaricata di prendere in considerazione il programma di richiamo dell'amministrazione, che prevede l' erogazione di ulteriori iniezioni per la maggior parte degli adulti vaccinati negli Stati Uniti il ​​20 settembre. -Bloomberg

Come osserva Endpoints News , "Un ex leader senior della FDA ha detto a Endpoints che se ne stanno andando perché sono frustrati dal fatto che CDC e il loro comitato ACIP siano coinvolti in decisioni che pensano dovrebbero spettare alla FDA . L'ex FDAer ha anche affermato di aver sentito sono arrabbiati con il direttore della CBER Peter Marks per non aver insistito sul fatto che quelle decisioni dovessero essere mantenute all'interno della FDA. Ciò che alla fine ha fatto per loro è stata la Casa Bianca che ha anticipato la FDA sulla vaccinazione di richiamo".

Le partenze segnano l'ultima battuta d'arresto per l'agenzia federale che ancora manca di un leader permanente .

Altro tramite Endpoints ' Zachary Brennan:

L'ex capo scienziato ad interim della FDA Luciana Borio ha aggiunto su Twitter: "La FDA sta perdendo due giganti che hanno contribuito a portarci molti vaccini sicuri ed efficaci in decenni di servizio pubblico".

“Questi due sono i leader per la revisione biologica (vaccino) negli Stati Uniti. Hanno una grande squadra, ma questi due sono i veri leader del CBER. Un'enorme perdita globale se entrambi se ne andranno", ha scritto l'ex regista di BARDA Rick Bright, soppesando la notizia. “Dott. Gruber è molto più del Direttore. Lei è un leader globale. Mente visionaria dietro la scienza regolatoria clinica globale per influenza, Ebola, Mers, Zika, Sars-cov-2 e molti altri.

In una lettera di Marks allo staff, ha spiegato:

Janet Woodcock ha detto a Endpoints che augura ogni bene a Gruber e Krause e li ringrazia per il loro importante servizio. Fonte: qui

Si avvicina il "momento Lehman" in Cina: Evergrande avverte del rischio di insolvenza a causa del cash Crunch

Quando persino George Soros avverte che la Cina sta per affrontare una grave crisi finanziaria, scrivendo in un editoriale di FT che il boom immobiliare cinese sta volgendo al termine e che Evergrande, la più grande società immobiliare con oltre 300 miliardi di dollari il debito è stato tranquillamente soprannominato la Lehman cinese: "è sovraindebitata e in pericolo di insolvenza. Ciò potrebbe causare un crollo".

Ma non è solo Soros - dall'oggi al domani, la stessa società, di cui abbiamo raccontato la difficile situazione negli ultimi 12 mesi mentre altri si sono solo svegliati di recente alla sua minaccia - ha avvertito che rischia di insolvere sui prestiti se il suo sforzo totale per aumentare la liquidità diminuisce insomma, investitori obbligazionari traballanti nello sviluppatore più indebitato del mondo.

"Il gruppo ha rischi di insolvenza sui prestiti e casi di contenzioso al di fuori del normale corso degli affari ", ha detto martedì la società con sede a Shenzhen in un resoconto degli utili. "Si consiglia agli azionisti e ai potenziali investitori di prestare attenzione quando si negoziano i titoli del gruppo". 

Come riportato in precedenza , la società a corto di liquidità ha affermato che stava esplorando la vendita di partecipazioni nelle sue unità di servizi immobiliari e di veicoli elettrici quotati, nonché in altre attività, e cercando di attirare nuovi investitori e rinnovare i prestiti. Ma forti sconti per scaricare rapidamente gli appartamenti in perdita - lo sviluppatore prevede di vendere il suo quartier generale della torre di uffici di Hong Kong a Yuexiu Property Co. per soli 10,5 miliardi di HK$ (1,3 miliardi di dollari), un terzo in meno dei 15,6 miliardi di HK$ che cercava - tagliati in margini, contribuendo a ridurre l'utile netto del 29% a 10,5 miliardi di yuan (1,6 miliardi di dollari) nella prima metà dell'anno, in linea con un precedente profit warning.

Con il rifiuto di Pechino di venire in aiuto della società (a differenza del recente salvataggio del gigante dei crediti inesigibili Huarong che due settimane fa ha finalmente ottenuto un salvataggio statale dopo mesi di speculazioni sul suo destino) le obbligazioni di Evergrande sono sprofondate verso nuovi minimi mentre la fiducia degli investitori nella sua capacità di ripagare i debiti ha continuato a erodere.

"Il margine lordo di Evergrande potrebbe comprimersi ulteriormente sulla potenziale svendita delle sue proprietà", ha affermato Lisa Zhou, analista di Bloomberg Intelligence. L'indicatore della redditività è il più basso tra i principali sviluppatori monitorati dalla BI a causa di promozioni aggressive e riduzioni dei prezzi, ha scritto Zhou in una nota.

E in un altro colpo al conglomerato immobiliare imploso, anche gli alleati a lungo termine stanno segnalando che ne hanno avuto abbastanza. Chan Hoi-wan, amministratore delegato di Chinese Estates Holdings Ltd. e moglie del miliardario di Hong Kong Joseph Lau, ha effettuato la sua prima vendita di azioni Evergrande, riducendo le sue partecipazioni all'8,96% dal 9,01%, secondo un documento.

Le obbligazioni all'8,75% di Evergrande con scadenza 2025 è scesa di 1,5 centesimi sul dollaro a 33,7 centesimi, secondo i dati compilati da Bloomberg. Le sue azioni in precedenza hanno chiuso in ribasso dello 0,7% negli scambi di Hong Kong, portando il calo di quest'anno al 71%.

In aggiunta alla confusione, i dirigenti dell'azienda si sono astenuti dal commentare i risultati (forse in risposta alla recente sollecitazione di Pechino a tenere la bocca chiusa), lasciando che investitori e analisti analizzassero la dichiarazione per una guida sulla sua salute finanziaria.

Le entrate riconosciute dai progetti consegnati sono crollate del 17% a 222 miliardi di yuan, il più basso per lo stesso periodo in quattro anni. Il margine lordo si è quasi dimezzato al 12,9% rispetto a sei mesi prima, il più basso almeno dal 2008.

Più preoccupante è che Evergrande ha affermato che alcuni debiti per lo sviluppo immobiliare erano scaduti, ovvero in difetto tecnico, portando alla sospensione dei lavori su alcuni progetti, ma ha aggiunto che la società sta negoziando con fornitori e appaltatori edili per riprendere i lavori. "Il gruppo farà del suo meglio per continuare le sue operazioni e si sforzerà di consegnare le proprietà ai clienti come previsto", ha affermato.
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Inoltre, mentre i prestiti della società sono diminuiti, le passività totali che includono le fatture dovute ai fornitori sono aumentate fino a 1,97 trilioni di yuan, vicino a un livello record . Il debito di Evergrande si è ridotto a 572 miliardi di yuan, il più basso in cinque anni, secondo i calcoli di Bloomberg. È in calo del 20% dai 717 miliardi di yuan alla fine dello scorso anno e del 15% dai 674 miliardi di yuan a marzo. Ma in quello che sembra essere solo un caso di rimescolamento delle passività, i debiti commerciali e altri debiti sono aumentati del 15% da sei mesi prima a un record di 951,1 miliardi di yuan.

Separatamente, la società non è ancora all'altezza di due delle cosiddette tre linee rosse cinesi - metriche imposte dai regolatori agli sviluppatori come parte di un giro di vite sulla leva finanziaria nel settore. Si è impegnato a soddisfare tutti e tre entro dicembre 2022. Una misura - il rapporto tra liquidità e prestiti a breve termine, un indicatore di liquidità - è peggiorata nel periodo al 36% dal 47% alla fine dello scorso anno, poiché il suo la liquidità e gli equivalenti sono precipitati al minimo in sei anni, secondo i calcoli di Bloomberg basati sui risultati.

Con banche, fornitori e acquirenti di case esposti al colosso immobiliare, qualsiasi collasso potrebbe turbare l'economia cinese, sollevando dubbi sul fatto che possa ricevere sostegno statale. I regolatori hanno esortato Evergrande a risolvere i suoi problemi di debito in un raro rimprovero pubblico all'inizio di questo mese. Il problema - come sta diventando ovvio - è che Evergrande non sarà in grado di risolvere i suoi "problemi del debito" senza un fallimento o un salvataggio dello stato.

Ma Pechino salverà la società se si renderà conto che non ci sono più opzioni?

Rispondendo a questa domanda, l'analista di UBS Kamil Amin ha scritto la scorsa settimana che "l'aumento delle insolvenze insieme a una volatilità degli spread superiore alla media nel mercato del credito asiatico durante tutto l'anno ci ha portato a credere che la nozione di "troppo grande per fallire" stesse diminuendo. Invece, il pacchetto di salvataggio di Huarong ci illustra che la nozione in effetti è ancora valida, ma è probabilmente limitata a nomi SOE di qualità superiore, dove i rischi di spillover sono molto più profondi".

Amin si aspetta di vedere lo stesso livello di sostegno statale per Evergrande? "Non siamo ancora convinti. In primo luogo, l'emittente è un POE, non una SOE e, in secondo luogo, ci aspettiamo che le autorità cinesi continuino a regnare sull'eccessiva leva finanziaria nel settore immobiliare e lascino che le insolvenze/ristrutturazioni aumentino. Questa visione è coerente con il l'azione sui prezzi che abbiamo visto (Figura 2), con altri nomi SOE di qualità superiore in tutto il settore finanziario che si sono inaspriti dopo le notizie di Huarong (China IG: -5 pb), mentre gli spread China HY ed Evergrande hanno continuato a essere scambiati > 1150/5000 pb".

A giudicare dalla continua vendita di obbligazioni e azioni Evergrande, il consenso è d'accordo. Eppure, di fronte al compito di ripulire dopo quello che sarebbe stato un enorme shock per il sistema - e con 300 miliardi di dollari, Evergrande è ordini di grandezza più grande di quanto sia mai stato Lehman - la Cina sbatterà le palpebre o avrà ragione Soros?

Fonte: qui