sabato 1 agosto 2020

I FRANCESI “RESTITUISCONO” ALL’ITALIA I MIGRANTI CHE PASSANO IL CONFINE

L'ALTRO IERI HA CHIUSO DEFINITIVAMENTE “CAMPO ROJA”, IL CENTRO DI ACCOGLIENZA DI VENTIMIGLIA, MA I MIGRANTI NON SONO SPARITI DALLA CITTÀ.

ANZI! SONO PIÙ DI DUECENTO E SONO ARRIVATI SIA DALLA ROTTA BALCANICA CHE DAL MARE.

VORREBBERO ANDARE IN FRANCIA, MA A MENTONE LA GENDARMERIE LI PRENDE E LI RIMANDA INDIETRO…

Fabio Albanese per ''la Stampa''

 

campo roja ventimiglia1CAMPO ROJA VENTIMIGLIA

Il cancello del «Campo Roja» da ieri è chiuso. Definitivamente. Il centro di accoglienza aperto a Ventimiglia nel 2016, quando centinaia di migranti restarono accampati per settimane sugli scogli dei Balzi Rossi alla frontiera con la Francia, ha cessato la sua attività.

 

Erano rimasti solo una ventina di richiedenti asilo, dopo che a maggio era stata data la disposizione di non far entrare più nessuno, complici il lockdown e l' emergenza sanitaria. Così è stato.

 

migranti bivaccano a ventimigliaMIGRANTI BIVACCANO A VENTIMIGLIA

E da oggi la Croce Rossa, che lo ha gestito in questi anni, porterà via le sue cose. La città di confine non ha più un posto dove accogliere i migranti ma qui sono in pochi a dolersene. Anzi. Il sindaco Gaetano Scullino dice che «il campo ci risulta chiuso per questioni inerenti il Covid-19 ma era un campo provvisorio e deve essere chiuso. Quello che non è accettabile, sia da un punto di vista umano che per questioni di igiene, ordine, pulizia e sicurezza che ci siano bivaccamenti per la città. Scriverò al ministro».

migranti spiaggia ventimigliaMIGRANTI SPIAGGIA VENTIMIGLIA

 


E infatti il campo chiuso non ha fatto sparire i migranti: «Al momento ce ne sono circa duecento, arrivati sia dalla rotta balcanica sia da quella via mare - dice Simone Alterisio del progetto Open Europe per la Diaconia valdese - vagano per la città, dormono nelle case abbandonate o sotto i ponti alla foce del fiume Roja».

 

I ponti del Roja. Scendervi è precipitare in un abisso: rifiuti, fango ed escrementi. E loro, i migranti, divisi per nazionalità. Gli afghani si nascondono dentro buchi a metà ponte. Alle tre del pomeriggio però il caldo è torrido, alcuni sono seduti sul greto, due di loro si lavano nel fiume, tra i sassi un paio di biglietti del treno, uno da Trieste, l' altro Venezia.

migranti al confine con la franciaMIGRANTI AL CONFINE CON LA FRANCIA

 

Vengono dalla rotta balcanica: «Vogliamo andare in Francia, ci hanno respinti, ci riproveremo», dicono al mediatore culturale sudanese che era un migrante come loro e a Ventimiglia ci era arrivato per andare oltre confine ma poi è rimasto. Mentone, la Francia, l' obiettivo unico di chi arriva fin qui, con il treno o con i bus, per poi tentare di bucare la frontiera, quasi sempre grazie a «passeur».

 

campo roja ventimigliaCAMPO ROJA VENTIMIGLIA

Da dove lo dice il denaro: ci vogliono 250-300 euro per attraversare il confine in auto, la metà per scarpinare e rischiare la vita sulle montagne attraverso il passo della Morte. C' è anche chi chiede denaro per indicare un treno alla stazione, una truffa. La polizia francese lo sa, a volte controlla con attenzione, altre volte chiude un occhio.

migranti a ventimigliaMIGRANTI A VENTIMIGLIA

 

Solo che poi a Mentone la Gendarmerie scova i migranti e li «restituisce» all' Italia.

«Domenica scorsa ne hanno rispediti indietro 146 - dice Alterisio - tre volte la media giornaliera» .Loro, come nel gioco dell' oca, tornano a Ventimiglia, ma pronti a riprovarci. Sotto un' altra arcata del ponte ci sono due ragazzini:hanno 14 e 15 anni, vengono dalla Tunisia e sono arrivati fin qui da Lampedusa.«Abbiamo fatto la quarantena nel centro di accoglienza poi siamo andati in Francia. Siamo qui da due giorni».

 

campo roja ventimiglia 2CAMPO ROJA VENTIMIGLIA

Raccontano che erano riusciti ad arrivare fino a Nizza ma li hanno scoperti e rimandati indietro. Non avrebbero potuto, perché i minorenni hanno diritto a essere tutelati, in Francia come in Italia. Invece pare che nessuno si sia posto il problema. Sotto un' altra arcata ci sono un tunisino e un nigeriano, sono distesi per terra in mezzo ai rifiuti . Sono scalzi. Sono arrivati dal Cara di Bari ma anche il loro sbarco è avvenuto a Lampedusa. Il più giovane è il nigeriano, ha 20 anni e zero richiesta di asilo: «Cos' è, devo fare qualcosa? A noi nessuno ci ha mai chiesto nulla».

FRONTIERA MENTONEFRONTIERA MENTONE

 

Sulla strada delle Gianchette ci sono quattro giovani sudanesi. Sono smarriti, hanno fame. Vengono dal campo della Croce Rossa, che hanno trovato chiuso. Chiedono dove poter mangiare qualcosa. Potranno farlo solo l' indomani mattina, alla Caritas, il posto dove ormai si è concentrata l' attività di accoglienza portata avanti assieme agli stessi valdesi e ai milanesi di We World. Hanno zainetti di plastica che dicono del loro viaggio in Italia. Su uno c' è scritto Città di Taranto, su un altro il nome di una ditta di Messina.

migrante e donna incinta arrestati dalla polizia francese a mentone 1MIGRANTE E DONNA INCINTA ARRESTATI DALLA POLIZIA FRANCESE A MENTONE

 

Tre sono sbarcati a Lampedusa un paio di settimane fa, il quarto era sbarcato a Malta: «Ma poi ho preso la nave per Pozzallo e da Catania il treno per arrivare fin qui». Nessuno si è accorto di lui, nè in uscita da Malta né in ingresso in Italia. Sulla spiaggia, lì dove c' è la foce del Roja, altri migranti sono in attesa. Di chissà cosa.

 

migranti al confine ventimigliaMIGRANTI AL CONFINE VENTIMIGLIA

«Prima però arrivavano solo giovani uomini - spiega Simone Alterisio - ora anche donne, famiglie, da maggio ne abbiamo contate 36, tutte con bimbi piccoli; non possono restare qui sotto i ponti». Qualcuno a Ventimiglia si impietosisce, qualche famiglia è stata accolta in casa; il parroco di San Nicola ieri ha aperto le porte della sua piccola chiesa. Ma in città la chiusura del campo della Croce Rossa piace a molti. Tanto, sotto i ponti del Roja non ci guarda nessuno. Fonte: qui

IL DECRETO CHE DOVREBBE ESTIRPARE LA BUROCRAZIA RISCHIA DI ESTIRPARE LE PRODUZIONI DI VINO LOCALI!


ALCUNE SEMPLIFICAZIONI VENGONO PER NUOCERE

C'È UNA NORMA CHE CONSENTE UNA DEROGA ALL’IMBOTTIGLIAMENTO FUORI DALLA ZONA DI DENOMINAZIONE, “QUALORA SI DOVESSERO VERIFICARE CAUSE STRAORDINARIE”. MA QUALI SONO QUESTE CAUSE STRAORDINARIE?

IL RISCHIO È DI PRENDERE IN GIRO I CONSUMATORI…

Alessio Gennari per www.notiziegeniali.it

 

classificazione viniCLASSIFICAZIONE VINI

Cosa sta succedendo nel mondo del vino? Una apparente piccola diatriba legata al Decreto semplificazioni rischia di cambiare notevolmente la cultura della nostra produzione e di quella dei produttori locali, che oggi si riconoscono nei marchi Do (Denominazione di origine) o Igt (Indicazione geografica tipica).

 

La diatriba sul Decreto semplificazioni

 

Con il Decreto semplificazioni è stato infatti introdotto l’articolo 43, comma 4, lett. d) che ha modificato l’articolo 38 del Testo Unico sul Vino, che consente una deroga all’imbottigliamento dei vini Do/Igt fuori dalla zona di denominazione qualora si dovessero verificare cause straordinarie.

 

vini 2VINI

In sostanza, si può imbottigliare fuori dalla propria zona, ma solo in casi particolari, com’è stato per il Coronavirus.

 

La Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) afferma che il provvedimento potrebbe comprometterebbe irreparabilmente il valore delle produzioni territoriali, snaturando le caratteristiche del vino regionale. Mentre dal Ministero dell’Agricoltura rispondono che la deroga si applica solo a condizioni eccezionali, nella speranza che non si verifichino più.

 

classificazione vini 1CLASSIFICAZIONE VINI

Ma chissà cosa si intende con “condizioni eccezionali”.

 

Perché è importante la denominazione nei vini?

 

Ciascun vino che oggi viene rivendicato assieme alla denominazione di origine o alla provenienza geografica individua e garantisce l’esatta sintesi tra ciò che quella terra e quell’uva possono dare se vengono trasformate in vino. 

 

Se quanto sopra è scopo ed essenza delle denominazioni di origine, non si comprendono le ragioni che legittimerebbero la modifica dei disciplinari di produzione per “cause eccezionali” qualora queste, come immaginabile, non apportassero nulla di migliorativo al connubio della terra con l’uva.

vigneto 1VIGNETO

 

Qualora dovesse passare il messaggio che i disciplinari di produzione, vale a dire l’insieme delle regole che ordinano come deve essere fatto il vino, possono subire deroghe e modifiche per ragioni diverse dalla ricerca della migliore qualità possibile, allora verrebbe meno la stessa unicità della denominazione di provenienza poiché il disciplinare, inesorabilmente, non sarebbe più rivolto alla ricerca dell’eccellenza del prodotto, ma diverrebbe una mera convenzione modificabile alla bisogna per ragioni non attinenti alla scoperta della migliore qualità.

vigneto 4VIGNETO

 

Cosa cambia per il consumatore?

 

Se così fosse, la particolarità insita nella denominazione non conterebbe più nulla, sminuendola ad mera strategia di marketing o pubblicità, con buona pace dell’Europa e dei produttori di vino.

 

sommelierSOMMELIER

Infine, diventerebbe anche lettera morta la dichiarazione di principio contenuta nell’articolo 1 del Testo Unico sul Vino, che non solo considera il nettare degli dei patrimonio culturale nazionale,  ma recita alla lettera così: “I prodotti della vite, dei territori viticoli, quali frutto del lavoro, dell’insieme delle competenze, delle conoscenze, delle pratiche e delle tradizioni, costituiscono un patrimonio culturale nazionale da tutelare e valorizzare negli aspetti di sostenibilità sociale, economica, produttiva, ambientale e culturale”.

marchi doc e igtMARCHI DOC E IGT

 

Di cosa parliamo quando parliamo di denominazione di origine, un po’ di storia.

 

Le due posizioni opposte meritano un chiarimento: quando viene fatto riferimento alle  Docg, Doc, Igt, di che cosa stiamo parlando? Si parla di vino, di uva o di terra? A cosa servono le denominazioni?

haut brionHAUT BRION

 

Un passo indietro di qualche secolo aiuterà a comprendere il perché le denominazioni sono legate in primo luogo alla terra e all’individuazione del luogo di provenienza e perché solo in un secondo momento è nato l’interesse a conoscere come fosse fatto quel vino prodotto in quella zona e quali uve ci fossero al suo interno.

 

Il teatro in cui si è sviluppata la vicenda è la Francia tra il XVII e XVIII secolo. La zona viticola interessata è quella di Bordeaux e il cliente principale che ha permesso i cambiamenti che vedremo sono stati gli Inglesi, che prima di allora, per sedici secoli, hanno sempre e solo comprato e bevuto anonimi vini però provenienti da Bordeaux.

 

chateau haut brionCHATEAU HAUT BRION

Fino al XVII secolo il commercio del vino si è accontentato di una sola informazione, sapere da che zona arrivassero le botti; questo vino è di Bordeaux è stata la risposta, il passepartout di ogni commerciante che volesse vendere “bene” il proprio vino oltre il canale della Manica.

 

Al consumatore finale che quel vino fosse fatto in un modo o nell’altro oppure che lì potessero trovarsi certi tipi di uva o altri poco importava. Distinto per colore e dolcezza, al vino non venivano richieste altre informazioni. Si confidava, ma sarebbe meglio dire si sperava, che fosse buono.

 

vino francese 2VINO FRANCESE

Il poco interesse per ciò che si beveva si riverberava direttamente su ciò che si coltivava in vigna: filari aggrovigliati, ciascuno portatore di un’uva spesso senza nome, senza che fosse nota la varietà. Stessa sorte pativa anche la produzione del vino. Pigiature senza torchio, botti ammuffite, condizioni d’igiene approssimative erano caratteristiche comuni in molte cantine.

 

arnaud de pontacARNAUD DE PONTAC


L’irrilevanza di cosa venisse bevuto, con l’unica accortezza di conoscere da dove provenisse, ha spinto il mercato a uniformare e livellare i prezzi di ciascun vino. Nel 1647 sotto l’influenza degli Olandesi, a Bordeaux si era anche riunito un comitato per stabilire a quali prezzi i vini della zona dovessero essere venduti. Il vino più apprezzato e pagato era il Sauternes; poi venivano apprezzati i vini scuri della zona di Bec d’Ambès, ma nessuna delle migliori zone di produzione dei vini rossi di Bordeaux veniva menzionata.

 

La svolta avvenne nell’anno1660. La famiglia de Pontac, dal 1525 proprietaria del castello di Haut-Brion, e da oltre un secolo la famiglia più in vista di Bordeaux, con Arnaud de Pontac, volle sparigliare le carte del commercio vendendo un vino chiamato con il nome della cantina e associato alla zona geografica in cui era stato prodotto. Fu la nascita del marketing del vino.

viniVINI

 

Il vino veniva così commercializzato e riconosciuto in Inghilterra con il nome “Ho Bryan”, proveniva da Bordeaux e costava notevolmente più degli altri, per la precisione oltre il triplo al “Pontack’s head” di Londra, primo ristorante londinese aperto da François-Auguste de Pontac, dove l’Haut-Brion veniva venduto a sette scellini mentre tutti gli altri vini invece a “soli” due scellini.

vigneti3VIGNETI

 

Individuato il nome del vino e la provenienza geografica, il successivo passaggio, anche a giustificazione di quel prezzo, fu quello di curare la vinificazione. Le disponibilità economiche della famiglia de Pontac permettevano di avere, verosimilmente, un torchio, delle botti sempre nuove e ricolme di vino per limitarne il contatto con l’ossigeno, così come anche la resa per ettaro dell’uva poteva essere diminuita per dare maggiore consistenza al vino.

vino bordeauxVINO BORDEAUX

 

Tali accortezze divennero in seguito le regole da seguire per la produzione del vino  “Ho Bryan” che divenne a tutti gli effetti il primo Chateau di Bordeaux e il primo Premier Cru. Tali accortezze sono diventate col tempo gli standard di produzione dell’intera zona viticola.

 

La storia delle  terre di Haut-Brion, terre che hanno visto succedersi diversi proprietari, continua ad oggi con il Principe Robert de Luxembourg, erede di  Clarence Dillon che acquisì le terre nel 1935.  La tenuta, alle porte di Bordeaux, nel cuore dell’agglomerato di Pessac, possiede vigneti che coprono un’area di 51 ettari, di cui 48 sono coltivati prevalentemente a merlot (44%) e cabernet sauvignon (42%), e in misura minore a cabernet franc (13%) e petit verdot (1%).

 

in vendita a madrid bottiglie di vino coronavinus 4IN VENDITA A MADRID BOTTIGLIE DI VINO CORONAVINUS

Alle uve a bacca bianca è stata dedicata solo una piccola superficie di circa 3 ettari, coltivata a sémillon e sauvignon. Poi c’è il vino prodotto dalla tenuta: buono, buonissimo, ma costoso. Un vino che varrebbe la pena premiare con un assaggio almeno una volta nella vita, perché quel vino ha semplicemente cambiato il futuro.

 

vino supermercatoVINO SUPERMERCATO

Ritornando, invece, alle denominazioni Docg, Doc, Igt  queste sono il riassunto di una storia che si è occupata d’individuare prima il luogo geografico di provenienza del vino e, in seguito, si è occupata di disciplinare la coltivazione della vite e la trasformazione dell’uva in vino.

 

In sintesi, conoscere l’origine del vino è conoscere la sua storia, il suo territorio e la sua gente. È garanzia di qualità. Fonte: qui

POSITIVO UN BAGNINO A SABAUDIA: LA ASL HA CHIUSO LO STABILIMENTO “IL GABBIANO” E HA AVVIATO GLI ACCERTAMENTI PER RICOSTRUIRE CHI PUÒ ESSERE ENTRATO IN CONTATTO


DENUNCIATO L’AMBULANTE POSITIVO CHE HA VIOLATO LA QUARANTENA E HA PRESO IL BUS COTRAL PER ANDARE IN SPIAGGIA.

IL SINDACO CHIEDE ALLA CAPITANERIA DI CONTROLLARE GLI ABUSIVI


VIRUS, POSITIVO UN BAGNINO A SABAUDIA: LA ASL CHIUDE LO STABILIMENTO “IL GABBIANO”, TAMPONE PER I TITOLARI

Giovanni Del Giaccio per www.ilmessaggero.it

 

C'è anche un bagnino tra i nuovi contagi da Covid in provincia di Latina. L'esito positivo del tampone è arrivato nella tarda serata di ieri, ma il giovane da qualche giorno non era in spiaggia a Sabaudia, dove lavora nella zona della Bufalara, a causa della febbre. La Asl, come per tutti gli altri casi che si sono verificati finora, ha avviato gli accertamenti per ricostruire il link epidemiologico e i contatti.

bagninoBAGNINO

 

«La Asl di Latina comunica che è stata disposta la temporanea chiusura dello stabilimento balneare Il Gabbiano di Sabaudia, dove è risultato positivo un dipendente. In corso l'indagine epidemiologica». Lo rende noto l'Unità di Crisi per il Covid 19 della Regione sulla pagina Facebook «Salute Lazio» dell'assessorato alla Sanità. I titolari dello stabilimento hanno già fatto il tampone e sono in attesa dei risultati.

 

 

ambulanti in spiaggiaAMBULANTI IN SPIAGGIA

DENUNCIATO L'AMBULANTE POSITIVO CHE ANDAVA A SABAUDIA. PAURA IN SPIAGGIA: «E SE ERA STATO GIÀ QUI?»

Da www.ilmessaggero.it

 

Avrebbe dovuto starsene chiuso in casa, in isolamento fiduciario, dato che è positivo al covid 19 ed invece se ne andava tranquillamente in giro a vendere la sua merce in spiaggia. Un comportamento socialmente riprovevole oltre che vietato.

sabaudiaSABAUDIA

 

Il bengalese di 46 anni che venerdì, sebbene affetto da coronavirus, si è messo in viaggio da Roma per raggiungere la spiaggia di Sabaudia, utilizzando prima il treno e poi il bus Cotral delle 8.50 da Priverno Fossanova, è stato denunciato. La polizia locale  ha proceduto  in questo senso, dopo il ricovero all’ospedale “Santa Maria Goretti” di Latina.

 

GIADA GERVASI SINDACO DI SABAUDIAGIADA GERVASI SINDACO DI SABAUDIA

Erano stati proprio gli agenti della polizia locale di Sabaudia a individuarlo e fermarlo dopo che era sceso dal pullman su segnalazione di un commerciante del centro al quale un extracomunitario che aveva viaggiato con lui sul bus gli aveva rivelato quanto accaduto. Una denuncia quindi inevitabile proprio perché il bengalese era consapevole del suo stato e di poter infettare molta altra gente.

 

LA REGIONE LAZIO

ambulanti in spiaggiaAMBULANTI IN SPIAGGIA

L'assessore alla sanità del Lazio, Alessio D'Amato, afferma che: «La vicenda di Priverno è costantemente monitorata e il cittadino del Bangladesh che non ha rispettato l’isolamento domiciliare è stato denunciato. Si stanno in queste ore rintracciando tutti i contatti degli spostamenti del cittadino del Bangladesh positivo.

 

ALESSIO D'AMATOALESSIO D'AMATO

Chiesto l’ausilio del Cotral per reperire immagini video utili ai fini dell'indagine epidemiologica. Ho contattato la sindaca di Priverno per informarla della situazione, che resta costantemente monitorata. La sindaca mi ha informato che tutti i ragazzi che viaggiavano sugli stessi mezzi della persona positiva indossavano la mascherina di protezione. La Asl di Latina sta eseguendo il contact tracing. La scelta di non rispettare l'isolamento è molto grave. Determinante è stato il senso civico e la responsabilità di un altro connazionale che ha prontamente denunciato l'accaduto.

ambulantin in spiaggia e coronavirus meme by eman rusAMBULANTIN IN SPIAGGIA E CORONAVIRUS MEME BY EMAN RUS

 

E’ Importante contattare la Asl di Latina o il numero verde 800.118.800. Voglio ribadire l'importanza di indossare correttamente la mascherina e le altre misure di prevenzione al covid-19».

 

IL SINDACO

Un episodio che ha spinto il sindaco di Sabaudia, Giada Gervasi, a chiedere una collaborazione da parte della Capitaneria di Porto di Terracina per i controlli degli ambulanti abusivi in spiaggia. Ieri mattina sull’arenile un via vai di venditori dal venditore di cocco a quello di coltelli, a quello di cappelli, occhiali e teli.

 

Alcuni bagnanti hanno persino accolto sotto il loro ombrellone un extracomunitario che vendeva monili d’argento sostando a pochi centimetri da lui. Inoltre la magior parte dei venditori non indossa la mascherina e, se la ha, la porta in maniera errata.

 

BUS COTRALBUS COTRAL

Purtroppo i controlli fino ad ora sono stati scarsi. In città in tanto si è diffusa la notizia dell’arrivo in bus del bengalese positivo e si è scatenata la polemica sull’assenza di monitoraggio. In molti si chiedono se l’extracomunitario abbia compiuto il viaggio verso la spiaggia di Sabaudia anche nei giorni precedenti senza che nessuno lo fermasse e se quindi possa essere entrato in contatto con un numero ancora più elevato di persone. C'è paura e la domanda ricorrente è: «Se era già stato qui?»


Fonte: qui


UN ALTRO BAGNINO È RISULTATO POSITIVO AL CORONAVIRUS A SABAUDIA: CHIUSO LO STABILIMENTO “LIDO AZZURRO” E UN LOCALE DOVE CI SAREBBERO STATI CONTATTI CON IL PRIMO GUARDIASPIAGGIA CONTAGIATO…


CORONAVIRUS, ALTRO BAGNINO POSITIVO A SABAUDIA: CHIUSO IL LIDO AZZURRO

Giovanni Del Giaccio per www.ilmessaggero.it

 

Altro bagnino positivo al Covid 19 e chiusura di un secondo stabilimento balneare, a Sabaudia. Lo rende noto l'unità di crisi della Regione Lazio.

 

«La Asl di Latina ha disposto la chiusura temporanea di un altro stabilimento balneare per la positività di un bagnino. Si tratta del Lido Azzurro di Sabaudia. In corso le operazioni di contact tracing e di sanificazione dei locali». La chiusura avviene  per effettuare la sanificazione e in attesa del completamento dell'indagine epidemiologica.

bagninoBAGNINO

 

Il provvedimento è stato notificato nel pomeriggio, quindi i bagnanti che erano in spiaggia sono stati fatti allontanare.

 

CORONAVIRUS, IL CLUSTER DEL BAGNINO: CHIUSO UN LOCALE ANCHE A SABAUDIA

Da www.ilmessaggero.it

 

sabaudia 2SABAUDIA 

E' stato chiuso anche il caffè L'incontro, a Sabaudia, dove ci sono stati contatti con il bagnino dello stabilimento "Il Gabbiano" risultato positivo al Covid 19.

 

«Alla luce di quanto emerso dall'indagine epidemiologica - scrivono i proprietari sulla pagina Facebook del locale - il bar l'Incontro rimarrà chiuso per qualche giorno per consentire a una ditta specializzata di eseguire la sanificazione dei locali a scopo precauzionale. La direzione ringrazia la clientela per la cortese attesa, a breve comunicheremo il giorno di riapertura»

Fonte: qui


CHE SUCCEDE A SABAUDIA?  


DOPO I DUE BAGNINI È RISULTATA POSITIVA ANCHE UNA RAGAZZA CHE FREQUENTAVA LA PALESTRA “ASSOCIAZIONE STUDIO FITNESS”, ORA CHIUSA COME I DUE LIDI DOVE LAVORAVANO I GUARDIASPIAGGIA 


NEL LAZIO OGGI 17 NUOVI CASI DI CUI 4 IMPORTATI…


Antonio Mariozzi per www.corriere.it

 

bagnino sabaudiaBAGNINO SABAUDIA

Paura a Sabaudia, in provincia di Latina dopo due bagnini risultati positivi al coronavirus. E la sindaca Giada Gervasi ora interviene chiudendo le strutture balneari dove lavoravano i due ragazzi.

 

Il provvedimento ha portato alla chiusura del Gabbiano, del Lido Azzurro e dell’Associazione Studio Fitness, frequentata da una ragazza risultata positiva al coronavirus.

 

L’ordinanza della prima cittadina resterà valida fino a quando non saranno comunicati i risultati dei tamponi svolti e non verranno esibiti i documenti relativi alla sanificazione degli ambienti.

 

GIADA GERVASI SINDACO DI SABAUDIAGIADA GERVASI SINDACO DI SABAUDIA

Anche altri locali della città marittima - dove trascorre le vacanze anche la famiglia di Francesco Totti, con la moglie Ilary Blasi immortalata in questi giorni su un monopattino - sono stati sottoposti ad attività di disinfezione.

 

La Asl ha intanto avviato verifiche per il rispetto delle misure di contrasto del coronavirus. Il Comune di Sabaudia invita, però, a non creare allarme proprio nel clou della stagione turistica, una delle più complicate degli ultimi anni per l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 in tutta Italia.

 

sabaudia 2SABAUDIA 

«L’amministrazione – fanno sapere dal Comune – invita a non creare allarmismi e informa che sono stati avviati, tramite la Asl, tutti i necessari protocolli al fine di limitare il diffondersi dei contagi». Diversi i tamponi effettuati e le persone finite in quarantena. La Regione a sua volta rende noto che «a Sabaudia proseguono le attività di contact tracing sulle relazioni del bagnino positivo al Covid. Il caso indice molto probabilmente è una persona rientrata dalla Spagna». E rinnova l’invito a contattare la Asl di Latina o il numero verde 800.118.800.

 

Attivati tutti i protocolli previsti per chi, in questi giorni, ha frequentato i tratti di spiaggia interessati. E la sindaca chiede di mantenere alto il livello di attenzione, rispettando tutte le misure stabilite per evitare i contagi. A cominciare dall’utilizzo della mascherina (anche all’aperto) e dal distanziamento sociale.

 

sabaudia 1SABAUDIA 

«L’estate e la voglia di stare insieme – dichiara Giada Gervasi - non devono autorizzarci ad abbassare la guardia. Adottiamo sempre e comunque comportamenti responsabili a tutela della propria e altrui salute perché è solo così che possiamo debellare il virus ed evitare un nuovo picco dei contagi».

 

Al Porto di Civitavecchia sono state poste invece in isolamento due navi da crociera che stavano riarmando gli equipaggi in vista della riapertura dell’attività turistica. Lo ha reso noto l’assessore regionale del Lazio alla Sanità Alessio D’Amato, facendo riferimento alle due navi Costa. Riguardo alla «Costa Deliziosa - ha spiegato - è arrivato un gruppo di 28 persone dell’equipaggio dalle Filippine e due sono risultate positive: ora si trovano allo Spallanzani. La Costa Favolosa ha un caso positivo tra l’equipaggio, sempre dalle Filippine. Entrambe le navi sono state poste in isolamento».

ilary blasi in monopattino a sabaudiaILARY BLASI IN MONOPATTINO A SABAUDIA

 

A Roma, chiuso temporaneamente il centro estivo Monkey Village nella zona di Tor Vergata: due i casi positivi collegati al cluster. «Sono state testate 33 persone tra operatori, ragazzi e genitori. Il centro non fa attività dal 29 luglio» l’aggiornamento della Regione Lazio. Intanto il bilancio di giornata del lazio, parla di «17 nuovi casi, di cui 4 importati: due dal Messico, uno dall’India e uno dalla Romania»

 

bagninoBAGNINO

«Che bus e minivan dalla Romania e la Moldavia aggirino i controlli è un fatto grave e autolesionista soprattutto per le comunità presenti a Roma. Da quando abbiamo istituito i controlli sanitari i pullman arrivano raramente a Tiburtina». Lo dichiara l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato.«Ho chiesto la collaborazione della polizia di Roma Capitale e della Prefettura - prosegue - che non è mai mancata per stroncare i parcheggi abusivi di pullman e minivan ed intensificare i controlli affinché giungano ai terminal autorizzati. Se necessario siamo pronti con le Usca-R ad andare con medici e infermieri direttamente alla barriera autostradale di Roma Nord per eseguire i test. Ritengo necessari i controlli alla frontiera».


Fonte: qui