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sabato 11 gennaio 2020

In un piccolo verme il segreto per vivere fino a 500 anni

Moltiplica la longevità per 5, possibili nuove cure anti-age

Ansa - Scoperto il segreto per vivere fino a 500 anni: consiste nell'accendere contemporaneamente due 'interruttori' molecolari della longevità, i cui effetti si potenziano a vicenda allungando la vita del 500%. La strategia, sperimentata con successo nei piccoli vermi nematodi 'C. elegans' (da sempre usati come modello per studiare l'invecchiamento in laboratorio), potrebbe aprire la strada a nuove terapie anti-aging anche per l'uomo. A indicarlo è lo studio pubblicato su Cell Reports dai ricercatori statunitensi del Mount Desert Island Biological Laboratory e del Buck Institute for Research on Aging, in collaborazione con i cinesi dell'Università di Nanchino.

Nei loro esperimenti sui nematodi, i biologi hanno modificato geneticamente due 'interruttori' di longevità che attivano due circuiti molecolari nelle cellule (evolutivamente conservati anche nell'uomo): quello legato all'insulina e quello della proteina Tor. Sapendo che la regolazione del primo circuito può aumentare la longevità del verme del 100%, mentre il secondo del 30%, i ricercatori si aspettavano che insieme avrebbero allungato la vita del 130%. Invece hanno ottenuto un'impennata del 500%.

"L'effetto sinergico è stato pazzesco", afferma Jarod A. Rollins, che ha guidato lo studio con Jianfeng Lan dell'Università di Nanchino. "L'effetto non è uno più uno uguale a due, ma uno più uno uguale a cinque. Per sviluppare i trattamento anti-invecchiamento più efficaci non dobbiamo guardare i singoli circuiti, ma le reti che formano". Questo effetto sinergico potrebbe spiegare perché non è mai stato trovato un gene che da solo potesse spiegare la sorprendente longevità dei super anziani, che riescono a vivere più a lungo degli altri e liberi da gravi malattie. Capire come interagiscono fra loro i circuiti cellulari della longevità sarà fondamentale per sviluppare nuove terapie, considerato che sono già in via di sperimentazione diversi farmaci che puntano a regolare queste singole cascate di segnali per allungare la vita.

lunedì 4 novembre 2019

UNO STUDIO CONDOTTO DA UN GRUPPO DI RICERCA DI UN'UNIVERSITÀ CANADESE HA INDIVIDUATO NELL'INGREDIENTE PRINCIPE DEL GUACAMOLE LA “CHIAVE” PER CONTRASTARE L'OBESITÀ E RITARDARE O PREVENIRE IL DIABETE


PER LA PRIMA VOLTA I RICERCATORI HANNO DIMOSTRATO COME UN COMPOSTO PRESENTE SOLO NELL'AVOCADO POSSA INIBIRE I…


guacamole 1GUACAMOLE 
Uno studio condotto da un gruppo di ricerca dell'Università di Guelph (Canada), ha individuato nell'ingrediente principe del guacamole la “chiave” per contrastare l'obesità e ritardare o prevenire il diabete.

Per la prima volta i ricercatori, guidati da Paul Spagnuolo, hanno dimostrato come un composto presente solo nell'avocado possa inibire i processi cellulari che normalmente portano al diabete.

obesoOBESO
Nei test di sicurezza sull'uomo, il team ha anche scoperto che la sostanza è stata assorbita nel sangue senza effetti avversi a livello renale, epatico o muscolare. Lo studio è stato recentemente pubblicato sulla rivista Molecular Nutrition and Food Research.

avocadoAVOCADO
I ricercatori canadesi hanno scoperto che l'avocatina B (AvoB), una molecola grassa presente solo nell' avocado, contrasta l'ossidazione incompleta nel muscolo scheletrico e nel pancreas per ridurre l'insulino-resistenza. Nello studio, il team ha alimentato topi con diete ricche di grassi per otto settimane per indurre obesità e resistenza all'insulina. Per le successive cinque settimane, i ricercatori hanno aggiunto AvoB all'alimentazione super-grassa di metà degli animali.
guacamole 3GUACAMOLE 




Risultato? I topi trattati pesavano significativamente meno di quelli del gruppo di controllo, mostrando un aumento di peso più lento. Inoltre, cosa ancora più importante, i roditori trattati hanno mostrato una maggiore sensibilità all'insulina. Inoltre in uno studio clinico sull'uomo, AvoB somministrato come integratore alimentare a persone seguivano una tipica dieta occidentale è stato assorbito in modo sicuro nel sangue senza influire sui reni, sul fegato o sulla loro salute in generale.

obesita' 4OBESITA' 
Il team ha visto anche riduzioni di peso nei soggetti, sebbene Spagnuolo abbia affermato che il risultato non fosse statisticamente significativo. Avendo dimostrato la sicurezza di questa sostanza nell'uomo, ora i ricercatori hanno in programma di condurre studi clinici per testarne l'efficacia nel trattamento dei disturbi metabolici. 

Fonte: qui