Visualizzazione post con etichetta concorso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta concorso. Mostra tutti i post

venerdì 3 gennaio 2020

“NEL GIRO DI SEI MESI SISTEMO TUTTO, TI BANDISCO UN ALTRO POSTO, SONO D’ACCORDO CON IL RETTORE”

CHIUSE LE INDAGINI VERSO DIECI DOCENTI DELL’UNIVERSITÀ DI CATANIA PER I CONCORSI TRUCCATI: TRA LORO C’È L’EX RETTORE BASILE, CHE SECONDO I PM SAREBBE STATO “IL CAPO DELL’ASSOCIAZIONE” 
LA CHIAMATA DEL FIGLIO E IL CONCORSO FANTASMA: COME FUNZIONAVANO LE PROCEDURE TRUCCATE…
Giovanna Trinchella per www.ilfattoquotidiano.it

universita' cataniaUNIVERSITA' CATANIA
“… Quello che ti chiedo è che la cosa vada avanti in questi termini … vorrei che tu facessi un passo indietro e non ti presentassi a questo concorso… io nel giro di sei mesi sistemo tutto… ti bandisco un altro posto… sono d’accordo con il Rettore”. Funzionavano così le procedure per i concorsi, alcuni a cattedra altri per ricerca, all’Università di Catania, sconvolta la scorsa estate dall’inchiesta che svelato un vero e proprio gruppo di potere di professori che decideva chi poteva partecipare a un concorso e chi lo avrebbe vinto.

francesco basile 1FRANCESCO BASILE 1
Una sorta di cupola dei concorsi truccati. Nei giorni scorsi gli inquirenti hanno chiuso le indagini nei confronti di dieci docenti – tra cui due ex rettori e un ex prorettore mentre per gli altri professori di altri atenei si procede separatamente. Verso il processo per associazione a delinquere e, a vario titolo altri reati, ci sono l’ex rettore Francesco Basile, il suo precedessore Francesco Pignataro, i docenti Giuseppe Barone, Michela Maria Bernadetta Cavallaro, Filippo Drago, Giovanni Gallo, Giovanni Monaco, Roberto Pennisi, Giuseppe Sessa e l’ex prorettore Giancarlo Magnano di San Lio. Dopo le dimissioni dai ruoli di vertice e di dirigenza dei dipartimenti il giudice per le indagini preliminari ha revocato la misura interdittiva emessa a giugno.

michela maria bernadetta cavallaroMICHELA MARIA BERNADETTA CAVALLARO
La procura: “Il rettore Basile capo dell’associazione a delinquere” – Nelle 34 pagine firmate dai pm Marco Bisogni, Raffaella Vinciguerra, Santo Distefano e vistate dall’aggiunto Agata Santonocito, si legge che gli indagati “orientavano il reclutamento del personale docente e (non) da parte dell’Università degli Studi di Catania”. Ad alcuni sono contestati anche “abuso d’ufficio, induzione indebita a dare e promettere utilità, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, falso ideologico e materiali”.

concorsi truccati a cataniaCONCORSI TRUCCATI A CATANIA








I reati, scrivono i pm, sarebbero stati “finalizzati a garantire la nomina come docenti, ricercatore, dottorandi e personale amministrativo di soggetti preventivamente individuati dagli stessi associati”. Anche in assenza di requisiti. Per la procura Francesco Basile, nella qualità di rettore dal febbraio 2017 “avrebbe ricoperto il ruolo di capo dell’associazione coordinando l’attività degli altri associati. Determinava, inoltre, la composizione degli organi collegiali dell’Ateneo in modo da poterne influenzare gli orientamenti, interveniva nella programmazione e nello svolgimento dei concorsi – anche attraverso la commissione di molteplici reati – curava il mantenimento dei rapporti tra i diversi direttori dei dipartimenti appartenenti all’associazione”.
concorsi truccati a catania i professori coinvoltiCONCORSI TRUCCATI A CATANIA I PROFESSORI COINVOLTI

concorsi truccati all'universita' di cataniaCONCORSI TRUCCATI ALL'UNIVERSITA' DI CATANIA
Giacomo Pignataro, rettore fino al novembre 2017, invece “avrebbe avuto il ruolo di promotore dell’associazione”. Il professore “avrebbe individuato il suo successore (Basile, ndr) pianificando la composizione degli organi collegiali in modo da poter contribuire a determinare gli orientamenti, e dopo la sua decadenza da rettore, sarebbe intervenuto nello svolgimento dei concorsi assicurandosene il controllo”. Avrebbe avuto il ruolo di “partecipe” l’ex prorettore Magnano Di San Lio. Quest’ultimo secondo i pm avrebbe “comunicato agli altri associati le determinazioni del Rettore (al fine di influenzare la composizione degli organi collegiali”. E inoltre avrebbe “curato i rapporti tra Basile e Pignataro”.
universita' catania 1UNIVERSITA' CATANIA francesco basileFRANCESCO BASILE

I candidati estromessi e quelli compiacenti – Drago (Scienze Biomediche e Biotecnologie), Cavallaro (Economia), Gallo (Matematica e Informatica), Monaco (Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali) Barone (Scienze politiche e sociali) e Pennisi (Giurisprudenza), direttori di dipartimento, sono considerati partecipi dell’associazione a delinquere. E avrebbero consentito “all’associazione di controllare i principali organi collegiali”, mantenere “il controllo dei bandi” di fatto consolidando “il potere” del ‘cartello’ di Basile e Pignataro arrivando anche a “sanzionare” gli estranei e quindi coloro che “tentavano di entrare all’interno dell’Ateneo attraverso la libera partecipazione ai concorsi”.
universita' catania 3UNIVERSITA' CATANIA 

giuseppe baroneGIUSEPPE BARONE









Sì perché almeno in un caso avrebbero detto a una concorrente di revocare la domanda. “Scusami Lucia (Malaguarnera) insomma questo è il concorso di Massimo (Libra, ndr) non è che hai speranza” le parole di Basile riferendosi al concorso a professore di prima fascia per la cattedra di Patologia generale. E così sono stati inquinati altri concorsi per Chirurgia generale, Diritto amministrativo, Scienza e tecnologia dei materiali, Analisi, Filosofia del diritto e altre materie. E così capitava che venissero estromessi candidati maggiormente titolati.
filippo drago 1FILIPPO DRAGO 

C’è stato anche il caso di una impugnazione di un bando indetto dal Dipartimento di Scienze del Farmaco, a chi si era rivolto al Tar era stata poi offerta, in cambio della rinuncia, l’indizione di un altro concorso. Oppure il caso in cui un concorrente era stato informato dei nominativi degli altri partecipanti in modo da fargli verificare i curricula. Non manca la chiamata per il figlio di un professore: Pignataro voleva inserire Antonio Barone, figlio di Giuseppe, e quindi dopo aver diramato un finto interpello aveva contattato i direttori dei dipartimenti interessati “imponendo loro di non avanzare alcuna richiesta“. Infine c’è l’episodio di un convegno fantasma “I volontari italiani in Russia durante la grande guerra” ideato per poter rimborsare le spese a un commissario di concorso: 460 euro il volo Napoli-Catania e 300 euro per il vitto. Fonte: qui

sabato 21 dicembre 2019

FILIPPO NOGARIN, EX SINDACO DI LIVORNO DEL M5S, RECUPERATO DAI SUOI COMPAGNI COME CONSULENTE, CHIEDE LA GUIDA DEL PORTO DI GIOIA TAURO: “MI PAGO VITTO, ALLOGGIO E TRASPORTI: LA CIFRA CHE GUADAGNO NON È SUFFICIENTE PER CAMPARE…”

DA SINDACO È CELEBRE PER L' OPERAZIONE LA CITTÀ CAMBIA: COPIA INCOLLAVA LE BUCHE RIPARATE DI ROMA E LE SPACCIAVA COME BUCHE RIPARATE DI LIVORNO…

Carmelo Caruso per “il Giornale”
nogarinNOGARIN
Gli elettori lo hanno fischiato, il governo lo sta stipendiando (40 mila euro l' anno) e si lamenta che non riesce a sopravvivere: «Questa cifra non è sufficiente per campare». La drammatica confessione è di Filippo Nogarin, ex sindaco di Livorno del M5s, candidato all' europarlamento, recuperato dai suoi compagni come consulente, uomo di cui sembrava non ci fosse più nulla da scrivere se non inserirlo nel lungo elenco dei mantenuti di Stato in quota Beppe Grillo.
Ci siamo sbagliati. E infatti, Nogarin, che nella precedente vita era ingegnere aerospaziale, ma con la passione per il mare, a cui prometteva di fare ritorno dopo l' esperienza amministrativa, ha rivelato la sua indigenza e le prossime mosse per aggirarla: farsi assegnare un altro incarico. Reduce della sventurata campagna europea (eccellente trombato) a cui ha voluto partecipare dopo la sua dimenticabile esperienza da sindaco (è riuscito a sostituire un assessore dopo appena 48 ore dall' insediamento), Nogarin è stato assunto come collaboratore del ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D' Incà, e percepisce 40 mila euro l' anno.
nogarinNOGARIN
È una somma che farebbe sorridere qualsiasi italiano, ma che oggi fa piangere qualunque grillino. Conversando con Il Secolo XIX, Nogarin ha parlato delle ristrettezze che è costretto a praticare in virtù del suo stipendio: «Mi pago vitto, alloggio e trasporti: questa cifra non sarebbe sufficiente per campare perché alla fine si tratta di poco più di mille euro al mese e con una famiglia di cinque persone.
Avevo uno studio che si è completamente desertificato in 5 anni di mandato. Se dovessi campare solo di questo non farei una gran vita». E non a caso non vuole più farla. In silenzio ha dunque presentato la sua candidatura per guidare uno dei più grandi scali marittimi del Mediterraneo, il cuore degli scambi tra Occidente e Oriente: il porto di Gioia Tauro. Da tutti gli esperti del settore considerato tra i più complessi da gestire con i suoi due milioni e trecentomila terminal movimentati, 1225 navi attraccate, Nogarin dovrebbe amministrarlo non si capisce per quali competenze maturate.
NOGARIN LEMMETTINOGARIN LEMMETTIDALAI LAMA E NOGARINDALAI LAMA E NOGARIN
«Dopo aver gestito un Comune si può fare di tutto» si è difeso lui che da sindaco è celebre per l' operazione La città cambia: copia incollava le buche riparate di Roma e le spacciava come buche riparate di Livorno. Siamo insomma oltre quota Danilo Toninelli. E pure i calabresi non lo vogliono. Per il governatore Mario Olivero «con incredibile disinvoltura, Nogarin confida di ambire a guidare il porto di Gioia Tauro per intascare l' indennità e risolvere i problemi finanziari della sua famiglia». L' esperienza lo ha però fatto cambiare.

Da sindaco aveva subito annunciato il taglio del suo stipendio. Si chiedeva: «Come può un cittadino che deve fare le leggi vivere con uno stipendio che è l' intero anno di guadagno di un operaio?». È sulla buona strada. Manca poco e chiederà anche l' auto blu. Fonte: qui

VISTA L’ARIA CHE TIRA, ALCUNI DEPUTATI GRILLINI STANNO PROVANDO A FARSI ASSUMERE DA MONTECITORIO: NON SIA MAI CHE LA LEGISLATURA FINISCE IN ANTICIPO E RIMANGANO DISOCCUPATI 

NEL CONCORSO PER CONSIGLIERE PARLAMENTARE BANDITO DALLA CAMERA CI SAREBBERO ANCHE DEGLI ONOREVOLI. NON È VIETATO DALLA LEGGE, MA CHE DICE ROBERTO FICO?
Barbara Acquaviti per “il Messaggero”
 
Il punto è che in questi mesi difficili per il futuro politico dei pentastellati, qualche eletto ha creduto bene di cercarsi un impiego alternativo se dovesse finir male. E chi meglio di un deputato potrebbe puntare a lavorare proprio alla Camera? La risposta, per ragioni di privacy, la sanno soltanto i professori universitari e i funzionari che fanno parte della commissione giudicatrice.

EDMONDO CIRIELLI 1EDMONDO CIRIELLI 
E, poi, il presidente Roberto Fico che ne è a capo. La domanda l' ha sollevata il questore di Fratelli d' Italia, Edmondo Cirielli: è vero che tra i circa 15 mila candidati al concorso per 30 posti da consigliere parlamentare bandito dalla Camera - in programma a gennaio - ci sono anche dei deputati?

L' interrogativo è contenuto in una lettera inviata da Cirielli al numero uno di Montecitorio lo scorso 11 dicembre e alla quale - spiega - non ha finora ricevuto risposta. Né, almeno per ora, il presidente della Camera ha preso posizione adesso che la questione è diventata di dominio pubblico.

Gianfranco Di SarnoGIANFRANCO DI SARNO
Lo stesso questore di Fratelli d' Italia ci tiene a precisare che non si tratta di un comportamento vietato né dalla legge né dal bando. Ma ne fa una questione di opportunità e di trasparenza. Anche perché - scrive nella lettera - lo stesso Fico è stato eletto da deputati in carica e in quanto presidente della commissione esaminatrice potrebbe ritrovarsi a giudicare deputati della sua stessa forza politica o comunque parlamentari con cui quotidianamente ha rapporti istituzionali.

RUMORS
fico grillo di maioFICO GRILLO DI MAIO
Il fatto, però, è che i rumors di cui sopra dicono anche un' altra cosa: e cioè che i parlamentari iscritti al concorso sarebbero appunto tutti grillini. Impossibile sapere quanti siano, ma qualche nome circola. Uno di questi è quello di Gianfranco Di Sarno, laurea in giurisprudenza, nato a Caserta, eletto in Campania nel collegio uninominale.

L' interessato non nega e non conferma, ma dà una sua personale (e incredibile) versione dei fatti. «Ho un' amica con cui spesso partecipo ai bandi e magari mi ha iscritto lei. Ma non mi presenterò. Molto spesso mi iscrive a concorsi a cui non partecipo perché sono impegnativi e non ho tempo di prepararmi. Non so se mi ha iscritto a questo.
montecitorioMONTECITORIO

Quando la vedo glielo chiedo». Il deputato ammette che c' è anche un problema di opportunità. «Essendo un bando parlamentare ritengo giusto non partecipare comunque. Ma ad ogni modo non ce l' ho con la mia amica perché sicuramente lo ha fatto in buona fede».

Che si tratti o meno di iscrizioni a loro insaputa, per Cirielli il problema resta ed ha intenzione di sollevarlo anche nel prossimo ufficio di presidenza - previsto per lunedì - anche perché a breve sarà bandito anche un concorso per assistenti parlamentari.
EDMONDO CIRIELLIEDMONDO CIRIELLI

Per il questore di FdI si dovrebbe introdurre una norma apposita per escludere i parlamentari da questa selezione e nei concorsi futuri. A suo giudizio l' autodichia di Montecitorio lo consentirebbe. «Chiederò una votazione su questo», annuncia. C' è chi, tuttavia, ritiene che sarebbe incostituzionale. Finora il problema non si era mai posto perché questo tipo di candidature non si erano mai verificate. «Di solito - spiega un collega - al massimo è successo il contrario, abbiamo visto funzionari diventare deputati o entrare al governo». «È vergognoso, nemmeno nella prima Repubblica avevo mai visto una cosa del genere», sottolinea Cirielli. La prova selettiva del concorso per 30 posti da consigliere parlamentare si terrà presso la Fiera di Roma il 21, 22 e 23 gennaio 2020: la banca dati per la prova sarà pubblicata a partire dal 30 dicembre 2019. Fonte: qui

lunedì 21 gennaio 2019

"CONCORSI PILOTATI", UNA NUOVA INCHIESTA SCUOTE L'UNIVERSITÀ DI FIRENZE: 14 INDAGATI TRA I DOCENTI DI MEDICINA


COINVOLTE FIGURE AL VERTICE DELL’ATENEO E DELL’OSPEDALE CAREGGI 

L'INCHIESTA È PARTITA DA UN ESPOSTO DI UN PROFESSORE ASSOCIATO


concorsi medicinaCONCORSI MEDICINA
Una nuova inchiesta sui concorsi truccati scuote l'università di Firenze. Sono 14 i professori indagati per aver alterato i concorsi per le cattedre di Medicina.
Abuso d'ufficio e turbamento del procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando sono i reati contestati. E sui docenti pende anche una richiesta d'interdizione dai pubblici uffici.
L'inchiesta è partita da un esposto di un professore associato, che ha denunciato diverse violazioni. Poi mesi di indagini con intercettazioni telefoniche e microspie, tramite le quali è emerso che erano i docenti a decidere, nei loro uffici, chi meritasse il posto e chi no.
concorsi medicinaCONCORSI MEDICINA
Nel settembre 2017 un'inchiesta simile, sempre a Firenze, coinvolse i "baroni" del diritto tributario.

Fonte: qui

sabato 29 dicembre 2018

Docenti con 36 mesi di servizio, legge bilancio prevede riserva 10% posti ed esonero 24 CFU

La legge di bilancio, che a breve sarà approvata dalla Camera, modificherà il sistema di reclutamento nella scuola secondaria delineato dal D.lgs. 59/2017.
Oltre a ridefinire il nuovo sistema di reclutamento, la legge di bilancio modifica anche la cosiddetta “fase transitoria” per i docenti con 36 mesi di servizio, per i quali era previsto un concorso riservato.

Docenti con 36 mesi: abolito concorso riservato

Il concorso riservato ai docenti con 36 mesi di servizio, negli ultimi otto anni, è stato abolito, per cui tali insegnanti dovranno partecipare al concorso ordinario selettivo per titoli ed esami.

Docenti con 36 mesi: 10% posti riservati

La legge di bilancio dispone che i docenti, i quali abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro  il termine di presentazione delle domande di partecipazione, tre annualità di servizio, anche non continuative, avranno riservato il 10% dei posti.
Nel testo leggiamo ” In prima applicazione, i soggetti che abbiano svolto, nel corso degli otto anni scolastici precedenti, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione, almeno tre annualità di servizio, anche non successive…
L’espressione “In prima applicazione” dovrebbe riferirsi al fatto che la riserva del 10% di posti è prevista soltanto per la prima applicazione della legge, ossia per il primo concorso bandito con le nuove norme.
Sottolineiamo, infine, che la riserva del 10% di posti vuol dire che tale percentuale è destinata soltanto ai suddetti docenti, che concorreranno comunque anche per il rimanente 90% di posti messi a concorso per il resto dei partecipanti.

Docenti con 36 mesi: no 24 CFU(credito formativo universitario)

I docenti con 36 mesi di servizio, oltre che della riserva di posti, beneficeranno dell’esonero dal conseguimento dei 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche, richiesti a chi partecipa con la sola laurea. Tale beneficio, come la predetta riserva, è previsto soltanto “in prima applicazione”.
Fonte: qui