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venerdì 13 gennaio 2017

MONTEZEMOLO & PALENZONA, I “PARAGURI” DI UNICREDIT

I DUE VICEPRESIDENTI MOSTRANO DI COSA È CAPACE UN VERO BANCHIERE ITALIANO 

FANNO SAPERE CHE RINUNCIANO, COME MUSTIER, AL 40%, MA NON DELLA LORO RETRIBUZIONE COMPLESSIVA, BENSÌ, TENETEVI FORTE, "DELLA LORO SPECIALE REMUNERAZIONE EX ART. 2389, 3° COMMA CODICE CIVILE"

Giorgio Meletti per il “Fatto quotidiano”
luca montezemolo e la moglie ludovica renzi agnese landiniLUCA MONTEZEMOLO E LA MOGLIE LUDOVICA RENZI AGNESE LANDINI

I banchieri italiani sono meravigliosi, impagabili. Anzi no, pagabilissimi e pagati, come adesso vedremo, ma meravigliosi di sicuro. Il presidente dell' Associazione bancaria (Abi) Antonio Patuelli non ha fatto in tempo a provarci con la storiella dei banchieri perbenissimo rapinati dai clienti, che subito i due vicepresidenti di Unicredit, Luca Cordero di Montezemolo e Fabrizio Palenzona, hanno mostrato di cosa è capace un vero banchiere italiano.

Un mese fa l'ad di Unicredit Jean Pierre Mustier ha rinunciato al 40 per cento del suo stipendio, scendendo da 2 a 1,2 milioni all' anno. Bene. Ieri presidente Giuseppe Vita l'ha seguito nel sacrificio, via il 40 per cento della "remunerazione complessiva annua", da 1,6 a 1 milione tondo. Bene.

JEAN PIERRE MUSTIERJEAN PIERRE MUSTIER
Montezemolo e Palenzona invece fanno sapere che rinunciano anche loro al 40 per cento, ma non della loro retribuzione complessiva, bensì, tenetevi forte, "della loro speciale remunerazione ex art. 2389, 3° comma codice civile". Tocca andare a leggersi il codice civile, visto che a Unicredit piace la comunicazione opaca. C'è scritto: "La remunerazione degli amministratori investiti di particolari cariche in conformità dello statuto è stabilita dal consiglio di amministrazione".

Particolari cariche? Sì, nei cda si fanno pagare tutto come extra, per esempio le partecipazioni ai vari comitato consiliari. Nel 2015 Montezemolo ha preso 310 mila euro, 63 mila dei quali per "particolari cariche". Il suo sacrificio sarà dunque di 25 mila euro e gli resterà uno stipendio di 275 mila euro, circa mille euro ogni giorno lavorativo, anche quelli, la maggior parte, in cui fa altri lavori pagato da altri.
fabrizio palenzonaFABRIZIO PALENZONA

Palenzona, che ha più "particolari cariche", con lo stesso giochino perderà 34 mila dei 334 mila euro guadagnati. Gliene restano 300 mila. Ecco, quando la classe dirigente decide di dare il buon esempio sui sacrifici e lo fa in questo modo, non sorprendetevi se poi chi i mille euro li sogna al mese, e non al giorno, chiede di rimettere l' articolo 18 e di potenziarlo pure.

Fonte: qui

giovedì 17 novembre 2016

SANTORO PUBBLICA SU FACEBOOK UN LUNGO ATTACCO ALLE RAGIONI DEL ‘NO’ AL REFERENDUM E I SUOI FAN LO UCCELLANO ...


"SI O NO, PURCHE' SE MAGNI!!!"

"
SI SCANNANO PER QUALCOSA CHE NON DOVREBBE NEPPURE ESISTERE: LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE FATTA DA UN PARLAMENTO ED UN GOVERNO DI ABUSIVI CERTIFICATI DALLA CORTE COSTITUZIONALE."
"CHE VERGOGNA!!!"

“SANTORO È SPONSOR DEL SI. NON VOGLIO PENSARE CHE SIA IL SUO PREZZO PER TORNARE A OFFRIRE I SUOI SERVIZI ALLA RAI...”


1 - SANTORO LINCIATO DAI SUOI FAN PER L’ATTACCO AL NO

SANTOROSANTORO
Un durissimo attacco a Beppe Grillo e al fronte del No. A firmarlo è Michele Santoro sulla pagina Facebook di Servizio pubblico. 

Un lungo post concluso così: «La riforma poteva essere più condivisa? Certo.

Scritta meglio? Certo.

Ma se vince il No i diritti di noi cittadini si rafforzeranno?

La democrazia sarà più forte? Il governo più capace di affrontare le sfide internazionali?

Vi prego, non rispondete con un' altra domanda. O col solito vaffanculo
». Nessuno glielo ha detto, ma nella sostanza ne ha raccolti un bel po'.

2 - DALLA PAGINA FACEBOOK DI “SERVIZIO PUBBLICO”

"CARI AMICI": LA LETTERA DEL VENERDÌ DI SANTORO
renzi a servizio pubblico 2RENZI A SERVIZIO PUBBLICO 2
“Evviva Trump!” strilla Grillo. “È stato un vaffanculo generale. L’apocalisse dell’informazione, della televisione, degli intellettuali”. E del sistema politico. Finalmente qualcuno ammette autorevolmente che l’apocalisse non è un’invenzione di Renzi e si può concretamente verificare. Non solo, ma è proprio quello l’obiettivo per cui si batte: il crollo della democrazia per come l’abbiamo conosciuta in Occidente. Vi sembra coerente con ciò la difesa della Costituzione? I nostri mai così tanto citati padri costituenti l’hanno scritta aspettando Trump?

Non a caso avevo chiesto a voi, in una delle scorse lettere, se Salvini e Grillo condividano i principi fondamentali della Carta, il rifiuto del razzismo, l’antifascismo, il ruolo fondamentale dei partiti. La replica di Carlo è stata: ”Ma perché, Renzi li condivide?”, a parte che io penso di sì, rispondendo a una domanda con un’altra domanda pensa di cavarsela, alla maniera dei Cinque Stelle, senza pagare dazio.
santoro-renziSANTORO-RENZI

C’è poi chi suggerisce che Renzi non sia mai stato eletto, avendo semplicemente vinto le primarie di un partito, ma costui difende una Costituzione che non conosce. La nostra è una repubblica parlamentare e non presidenziale, e a eleggere il nostro attuale Presidente del Consiglio sono stati i due rami del Parlamento, come la Costituzione appunto prevede. Sarebbe stato meglio che fosse passato al vaglio di un voto popolare? Certo, Certo, sarebbe stato meglio. Ma questo è un ragionamento politico che non ha nulla a vedere con la legittimità.

Politiche erano anche le critiche al modo con cui è stato formulato il quesito referendario. Ora che i giudici si sono pronunciati sulla sua piena legittimità qualcuno farà autocritica?
renzi a servizio pubblicoRENZI A SERVIZIO PUBBLICO
Poi ci sono le osservazioni di merito. La principale è che con la riforma il Parlamento perderebbe potere. Direi invece, senza ombra di dubbio, che ne guadagna perché può togliere la fiducia al Presidente del Consiglio con un percorso più trasparente. Il problema, lo ripeterò fino allo sfinimento, è il modo in cui verranno scelti i parlamentari, ovvero l’Italicum. Una legge perfetta per Grillo, che i rappresentanti del suo movimento li capa uno per uno personalmente.

Dunque non preoccupatevi della mia carriera, alla quale ho sempre badato da solo continuando a pensare con la mia testa, e concentratevi sulla vostra scelta. Io delle mie sono abituato ad assumermene le responsabilità. E smettetela di usare argomenti spuntati. La Corte Costituzionale ha detto che quelli che Ubaldo chiama “i politici non eletti”, leghisti e grillini compresi, per via della bocciatura del Porcellum giudicato incostituzionale, avrebbero potuto e dovuto comunque governare, proporre leggi e perfino modifiche costituzionali.
michele santoroMICHELE SANTORO

Intanto non mi risulta che qualcuno abbia presentato dimissioni. Ma, nonostante questo, anch’io penso che un percorso di riforma costituzionale dovesse essere più condiviso. Lo avrei perciò affidato a una nuova Assemblea Costituente, eletta dai cittadini, limitandomi a varare una nuova legge elettorale e basta. Allo stesso modo condivido le osservazioni sul Senato e tante altre critiche che voi avanzate, e ha perfettamente ragione chi dice che le mie osservazioni non portano necessariamente a votare Sì .

Infatti il mio scopo non è dare indicazioni di voto ma cercare di farvi ragionare sul fatto che, mentre si potrà trovare il modo di correggere ciò che non funzionerà della riforma alla luce dell’esperienza, il voto sarà fondamentale su un solo capitolo: Renzi. Secondo tanti che scrivono io dovrei votare No e non avere il timore di ciò che accadrà dopo. Aspettando Trump. Non sono un romantico sognatore ma penso che Bersani, dicendo che non accadrà niente, sia ipocrita e irresponsabile.

beppe grilloBEPPE GRILLO
Comunque la pensiamo, abbiamo il dovere, e ripeto il dovere, di chiedere cosa si propongono di fare le forze politiche che si battono per accelerare la fine di Renzi. Dobbiamo smetterla con la renzidipendenza dei nostri ragionamenti, altrimenti meglio tenercelo. Fate finta che il No abbia già vinto e che Renzi sia scomparso dalla scena. E provate a immaginare cosa accadrà, in che maniera il Paese ne uscirà più forte e le istituzioni più solide e più democratiche. Con un’altra apocalisse?

La riforma poteva essere più condivisa? Certo. Scritta meglio? Certo. Ma se vince il No i diritti di noi cittadini si rafforzeranno? La democrazia sarà più forte? Il governo più capace di affrontare le sfide internazionali? Vi prego, non rispondete con un’altra domanda. O col solito vaffanculo.